Udine perde Springsteen ma sogna i Metallica

Non soltanto i grandi concerti, ma anche Innovaction e la serie A1 di basket. Per il coordinatore regionale di Alleanza per l'Italia, Enrico Bertossi, i motivi per "ringraziare" il sindaco Honsell sono molti di più: Facciamo i nostri complimenti al primo cittadino per essere riuscito a perdere dopo Innovaction e la serie A1 di basket anche i grandi concerti nello stadio del capoluogo! Honsell porterà la storica responsabilità di questo lento e inesorabile declino. Accuse che il sindaco Furio Honsell ha prontamente rispedito al mittente: Per Innovaction sono stato l'unico a lamentarmi pubblicamente e a chiedere di mantenere questo appuntamento - ricorda - e per quanto riguarda il basket francamente mi pare incredibile che si arrivi a dire una cosa del genere, forse Bertossi sta già facendo campagna elettorale. di Cristian Rigo Mentre Trieste esulta per l'arrivo del Boss Bruce Springsteen, Udine sogna. Perché nonostante l'incognita stadio (non c'è ancora certezza sull'avvio dei lavori per la costruzione del nuovo Friuli), Azalea promotion è al lavoro per regalare al suo pubblico un altro grande concerto. Ovviamente in stile rock. E che rock! Il nome più gettonato al momento è quello dei Metallica. La band statunitense si esibirà il 9 giugno in Inghilterra al Donington park e il 16 giugno potrebbe fare tappa in Friuli. Al Comune di Udine infatti è già stata presentata una domanda per poter disporre dello stadio in quella giornata. Ma quello dei Metallica è solo uno dei sogni che Azalea sta cercando di trasformare in realtà. La trattativa è tutt'altro che semplice, la concorrenza è agguerrita, ma già in passato il presidente di Azalea, Loris Tramontin, è riuscito ad aggiudicarsi date uniche di musicisti e gruppi del calibro di Coldplay, Bon Jovi, Madonna, Rem "soffiandoli" a città come Roma e Milano. E nel 2012 il calendario già prevede, oltre all'esibizione del Boss a Trieste, quella dei Radiohead a Villa Manin il 4 luglio. Ecco perché sognare è lecito. I Metallica, ma anche i Depeche Mode o i Pearl Jam e gli Eagles. Tramontin per il momento non si sbilancia anche perché - spiega - programmare eventi a Udine senza sapere quando partiranno i lavori è complicato. Ma, cantiere permettendo, la volontà di organizzare uno o forse addirittura due grandi concerti, c'è. Così come c'è ancora la speranza che si trovi una soluzione per non disperdere il patrimonio costruito in questi anni. Tramontin vorrebbe una sinergia politico-istituzionale per fare in modo che Udine possa mantenere il suo ruolo di capitale del rock. Con uno stadio da 25 mila posti (come quello ipotizzato dall'Udinese, ndr) infatti - sottolinea - sarebbe quasi impossibile riuscire a portare in Friuli gli U2 o i Rolling Stones. Servirebbero almeno 30-32 mila posti, ma so che la famiglia Pozzo sta già facendo uno sforzo per realizzare uno stadio solo per il calcio. Sarebbe bello però se Comune, Regione e Udinese si trovassero attorno a un tavolo per cercare una via d'uscita che ci permetta di avere uno stadio moderno per la serie A senza perdere i grandi concerti. E Comune e Regione sono pronti a riaprire il confronto. Ci siamo già seduti attorno a un tavolo, ma possiamo anche rifarlo - sottolinea l'assessore allo Sport, Kristian Franzil - nella consapevolezza che a breve sarà pubblicato il bando per assegnare il diritto di superficie dello stadio. Il consiglio comunale infatti si è già espresso chiaramente e non possiamo certo tornare indietro, ma i margini per intervenire ci sono. Nel bando per il nuovo stadio sarà richiesta una capienza minima di 25 mila posti. Nulla vieta quindi che l'impianto sia più grande. Il problema è, ovviamente, chi paga. Perché se l'Udinese dovesse vincere la gara realizzerà, a proprie spese, uno stadio su misura per il calcio. I costi aggiuntivi per aumentare la capienza dello stadio da 25 a 30 mila posti quindi dovrebbero essere a carico della Regione. E il consigliere regionale del Pdl, Alessandro Colautti non esclude questa possibilità: Prima ovviamente dobbiamo capire quanto potrebbe costare questo intervento - dice - e poi valutare l'opportunità di uno sforzo finanziario per fare in modo che Udine non perda i grandi eventi musicali che hanno caratterizzato le ultime estati con ricadute evidenti in termini economici e promozionali per l'intera regione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA