01 ottobre 2011 —
pagina 15
sezione: Nazionale
Cinquantuno persone sono indagate per detenzione di materiale pedo-pornografico dalla Procura distrettuale di Catania, che ha disposto perquisizioni domiciliari in 32 città nell’ambito di una indagine su accessi a un sito web dal contenuto pedo-pornografico ubicato in Germania. Tra le utenze telefoniche finite sotto indagine ce n’è una anche nella provincia di Udine. «Ma - precisa il dirigente della polizia postale, Romeo Tuliozzi - al momento è impossibile stabilire chi e perché abbia scaricato quel materiale. Così come è impossibile stabilire che uso è stato fatto dello stesso. Sono tutte cose che stabiliremo dopo aver analizzato i computer posti sotto sequestro. All’interno di una famiglia il computer potrebbe essere utilizzato dai genitori ma anche dai figli. E non è escluso che ha scaricato il file lo abbia fatto senza conoscerne i contenuti. A volte - continua Tuliozzi - questi file sono disponibili in programmi peer to peer che vengono utilizzati da chi vuole scaricare file pirata di film, canzoni e programmi. Quando i genitori permettono ai figli di scaricare materiale pirata o magari lo fanno anche loro stessi, devono sapere che ci sono dei rischi. E magari anche chi non c’entra nulla con la pedofilia finisce indagato». Proprio per evitare questi rischi la polizia postale ha promosso degli incontri nelle scuole che però non hanno riscosso un grande successo dai genitori «che invece - precisa Tuliozzi - dovrebbero essere presenti». Da qui l’appello della polizia che invita anche le amministrazioni comunali a organizzare incontri per spiegare ai cittadini i rischi della rete internet. Le indagini sono state compiute dal compartimento di polizia postale “Sicilia Orientale” e sono coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto procuratore Antonella Barrera, in collaborazione con le autorità tedesche e con il coordinamento del Centro Nazionale di Contrasto della Pedo-pornografia On-line (Cncop) di Roma. Numeroso il materiale sequestrato durante le perquisizioni, effettuate a Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bari, Benevento, Bergamo, Brescia, Chieti, Cuneo, Ferrara, Firenze, Frosinone, Genova, Imperia, Mantova, Milano, Modena, Padova, Palermo, Parma, Reggio Emilia, Roma, Salerno, Savona, Siena, Terni, Torino, Trieste, Udine, Venezia e Viterbo. «L’odierna operazione contro la pedofilia on-line - sottolinea una nota della polizia postale - conferma ancora una volta la bontà della scelta legislativa che ha voluto una competenza delle procure distrettuali in questa materia in considerazione della transnazionalità e delocalizzazione del crimine informatico». (c.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA