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Supersalasso, sono 1.475 gli udinesi “tartassati”

Sport: Udine resta sempre a livelli di eccellenza in Italia per quanto riguarda tesserati, numero di praticanti, di squadre, impianti e rapporto con la società. Le cosiddette “Olimpiadi delle province”, competizione del quotidiano “Il Sole 24 ore” ci colloca al 12esimo posto complessivo, anche se a dire la verità il trend è negativo, perchè nella medesima gara nel 2010 Udine aveva una posizione ancora più prestigiosa. Meglio di tutti, in Friuli Venezia Giulia, va Trieste che è al settimo posto (ma trend negativo). Si difende bene pure Pordenone con il 35esimo posto e trend positivo (quinto posto assoluto nell’indicatore degli sport individuali). Va malino Gorizia che è all’82esimo posto e una tendenza al ribasso. Il cosiddetto indice di sportività viene calcolato considerando 33 indicatori, ognuno dei quali ha un “peso” specifico diverso che contribuisce a completare la graduatoria finale. Al primo posto c’è Trento, seguita da Genova e Perugia. Quindi Bolzano, Parma, Livorno, Trieste, Firenze, Cagliari e Treviso. Fanalini di coda Enna, Medio Campidano, Agrigento e Ogliastra. di Maurizio Cescon Eccolo il conto del governo: 3.275 euro in media per ogni contribuente udinese che dichiara al fisco oltre 90 mila euro l’anno. Questa è la cifra (se la calcoliamo con le vecchie lire sono oltre 6 milioni) che 1.475 persone residenti in città (24 ogni mille) saranno chiamate (o meglio obbligate) a versare alle casse dell’erario, con una rateizzazione mensile se si tratta di dipendenti pubblici o privati, oppure pensionati. Il dato si desume da un’indagine statistica pubblicata dal quotidiano economico Il Sole-24 ore e basata su dati delle Finanze, che prende in considerazione tutte e 108 le province italiane. Udine si piazza al 37esimo posto per quanto riguarda l’entità del prelievo pro capite per il primo anno (l’esborso per il secondo e il terzo anno è inferiore in quanto si deve tenere conto della deducibilità pagata nel primo anno, ndr) ed è la prima provincia in Friuli Venezia Giulia. Il gettito supplementare previsto dai funzionari del ministero dell’Economia è di 4,8 milioni di euro, sempre solo considerando il capoluogo con i suoi 100 mila abitanti scarsi. Trieste segue al 45esimo posto con 3.141 euro di media di prelievo pro capite, ma la platea di contribuenti (2.025) è più ampia rispetto a quella degli udinesi il che consente un gettito complessivo di 6,4 milioni di euro. Cifre più piccole dalle altre città capoluogo. Pordenone è al 53esimo posto nella graduatoria con 2.952 euro di prelievo pro capite, ma i contribuenti benestanti sono appena 692 (almeno quelli che nel 730 dichiarano più di 90 mila euro) per un gettito complessivo di 2 milioni tondi tondi. Gorizia, buona ultima in regione, è all’83esimo posto: 2.481 gli euro di prelievo pro capite, ma interessati sono solamente 269 “fortunati” che porteranno alle casse dello Stato 700 mila euro in più. Se ampliamo l’orizzonte e diamo un’occhiata al resto d’Italia, vediamo che in testa a questa particolare classifica dei tassati (i contribuenti ne avrebbero fatto volentieri a meno) c’è Milano, la capitale finanziaria ed economica. Ogni cittadino milanese con oltre 90 mila euro di reddito (sono in tutto 38.440) pagherà in più in media 6.598 euro, per un gettito complessivo di 253,6 milioni di euro. Al secondo posto c’è Bergamo con 5.053 euro di salasso per 2.906 contribuenti, al terzo (un po’ a sorpresa) Carrara con 4.659 euro di media ma solo 440 super contribuenti. Seguono Como, Brescia, Varese. Roma è al settimo posto con 4.423 euro di media, ma ha la platea di contribuenti più vasta, vale a dire 47.304 cittadini, che frutta allo Stato 209,2 milioni di euro. Nelle prime 10 posizioni, infine, Treviso, Bologna e Vicenza, tutte con un contributo di solidarietà che in media supera i 4 mila euro. E veniamo a chi darà di meno. Urbino è all’ultimo posto: 1.648 euro di salasso aggiuntivo e solo 103 cittadini interessati, per un gettito di appena 200 mila euro. Un gradino sopra c’è Trapani (107 posto) con 1.746 euro di media, 222 contribuenti e 400 mila euro. Cifre complessive di incasso per lo Stato inferiori al milione di euro anche a Nuoro, Vibo Valentia, Viterbo, Oristano, Rieti, Caltanissetta, L’Aquila, Isernia, Matera, Barletta, Teramo, dove al super prelievo sono interessati in pochi. Insomma si pone sempre il solito dilemma: il benessere, in tante città non è arrivato, oppure pesa l’incognita del sommerso?