Presa per furto, violentata Arrestato un maresciallo

MILANO Per 48 ore ha subìto abusi sessuali all'interno della caserma di Parabiago, nel milanese,nella quale si trovava dopo essere stata arrestata per il furto di due consolle Nintendo in un centro commerciale. Ma una volta uscita dall'inferno, dopo aver patteggiato la pena, una ragazza polacca di 19 anni si è precipitata a denunciare quello che era stata costretta a vivere. Da lei ha preso il via l'inchiesta che ha portato all'arresto per violenza sessuale, concussione sessuale e perquisizione arbitraria, Massimo Gatto, maresciallo dei carabinieri, 47 anni, originario di Torino e comandante in sede vacante della stazione di Parabiago. È stato denunciato da 11 donne, ma quattro casi sono già prescritti e non contestati nell'ordinanza di arresto. Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano, Pietro Forno, e dal pm Cristiana Roveda, è infatti emerso che nel mirino del militare non era finita solo la donna arrestata il 15 gennaio scorso. Per 48 ore la ragazza, da poco arrivata in Italia e in attesa del processo per direttissima, sarebbe stata prima palpeggiata dal maresciallo, che avrebbe finto di perquisirla nonostante l'avesse già fatto un militare donna; poi in più occasioni sarebbe stata accompagnata nei bagni o in luoghi appartati della caserma e violentata. Dopo aver patteggiato la pena, la 19enne è corsa presso gli uffici della Polfer per sporgere denuncia. Denuncia che è stata trasmessa al pm di turno che ha subito sentito la sua testimonianza. Dalle indagini degli inquirenti, che hanno ascoltato poi alcuni colleghi del comandante, è emerso che l'uomo poteva aver avuto gli stessi comportamenti con altre vittime. I pm sono riusciti ad individuare altre sei donne che avrebbero subìto violenze o tentativi di violenza tra il 2004 e il 2010. Tra queste ci sono una prostituta romena, una ex prostituta che si era presentata in caserma per una denuncia, un'altra donna che era andata nella stazione per un problema con la patente, altre due che si erano presentate per una denuncia e infine una donna che era andata a esporre la sua difficile situazione coniugale. Inoltre, gli inquirenti hanno individuato altre quattro donne che avrebbero subìto violenze alla fine degli anni Novanta, ma quei fatti sono oramai prescritti. Il procuratore Forno ha pertanto rivolto un invito a tutte le persone che hanno avuto esperienze similari a farlo presente o al nucleo operativo carabinieri di Monza o alla stessa Procura di Milano.