Un video e un rap per il vate dialettale

MANIAGO Il Friuli occidentale si configura sempre piú come un territorio tra i piú ricchi di iniziative culturali interessanti e qualificate: dalla "capitale", già ribattezzata "la Barcellona" del Nordest, alla Sacile dei prestigiosi concerti alla Fazioli, dalla Casarsa del Centro Pasolini alla Montereale Valcellina del circolo "Menocchio". E ora anche Maniago si aggiunge, con un nuovo spazio dovuto all'iniziativa di un'associazione, Liberamente (informazioni su www.liberamente-eventi.com), che riunisce architetti, illustratori, fotografi, fumettisti, capaci di presentare in poco più di un anno e mezzo di attività quasi una trentina di occasioni culturali d'incontro a 360°, dove però l'elemento unificante è la valorizzazione delle persone, delle storie, dei luoghi, delle tradizioni, delle fantasie di un territorio davvero unico, appartato ma fecondo come pochi nel coniugare indagine dell'antico e modernità, ricerca filologica e linguaggi contemporanei. Non poteva mancare quindi una stretta collaborazione (sinergia, si dice oggi) tra Liberamente e gli infaticabili operatori culturali del "Menocchio", in primis Aldo Colonnello e Rosanna Paroni Bertoia: sono nati cosí, tra le altre cose, quei tre appuntamenti intitolati …e po via pà chî pratz (…e poi via per quei prati), sull'opera di Federico Tavan, il grande poeta di Andreis, uno dei piú importanti di espressione dialettale della nostra regione. A Maniago, per sollecitare un'ulteriore riflessione sull'opera di Narciso-Tavan (anzi: il Dio fatto uomo Tavan: un Cristo appeso a una croce di dolore, d'allegria e di speranza), come scrisse Amedeo Giacomini, Liberamente ha proposto una mostra fotografica di Stefano De Toni, con musica di Marco Brosolo; improvvisazioni vocali e musicali del dj Tubet (Mauro Tubetti); un dvd di Michele Marcolini In cercja de la sorgent; e (come riferito piú ampiamente nell'articolo di apertura) la nuova edizione, curata dal "Menocchio", di Cràceles cròceles, raccolta di versi con postfazione di Mario Turello. Marcolini, presentando l'audiovisivo, ha parlato di un Tavan vitalissimo, debordante, appena rientrato, alla fine degli anni '90, da un allegro e anarchico viaggio a Parigi, dal poeta stesso definita un sobborgo di Andreis: nelle immagini, tra le case del suo paese o sulle rive del lago di Barcis, un documento prezioso di assoluta e irregolare poesia, uno scherzare continuo sulla vita e sulla morte, sempre sull'orlo di quell'impalpabile confine tra normalità e follia che ha portato Federico a perdersi sulla sua naf spazial. La sua poesia - ha scritto Aldo Colonnello - non è esercizio inutile, bensí servizio sociale per la comunità: serve per chi la legge a interrogarsi davanti allo specchio e a dare senso al proprio stare nel mondo. Umberto Alberini ©RIPRODUZIONE RISERVATA