Le certezze dal contratto per i metalmeccanici

I metalmeccanici hanno un contratto nazionale di lavoro e vale per tutti. Coperto da una riforma del sistema contrattuale complessivamente più snella che richiede meno scioperi, senza una tantum mai sufficienti a coprire il vuoto tra un rinnovo e l'altro, e ottiene aumenti fin dal primo giorno di vigenza, e valorizza 2 livelli di contrattazione nazionale e locale e/o aziendale. Le polemiche, che da tempo a cura dalla Fiom Cgil si espandono in tutto il territorio nazionale, creano tra i lavoratori un certo disorientamento per il quale è bene chiarire alcuni aspetti, ciò anche dopo la sentenza del tribunale di Tolmezzo, sulla causa promossa dalla Fiom Alto Friuli, che ha ristabilito la validità e l'efficacia applicativa del testo firmato solo da Uilm Uil e Fim Cisl del settore metalmeccanico industria. In sintesi: durata di 3 anni e a regime gennaio 2012 un 3° livello avrà su base annua un incremento di 94,88 euro al mese, ovvero 1.233 euro l'anno, un quarto livello 100,38 pari a 1.304 l'anno, il quinto livello 110 € al mese pari a 1.430 euro l'anno, solo alcuni esempi, e nel luglio 2010 ci sarà un recupero inflazionistico, mentre con la retribuzione di giungo 2011 per coloro che hanno solo la retribuzione del contratto nazionale, ci sarà un elemento perequativo di 455 euro. Inoltre è previsto un fondo solidaristico, di sostegno al reddito dei lavoratori, su malattie gravi e sospensioni lunghe per Cigs; la previdenza complementare cioè il secondo pilastro pensionistico oltre quello Inps, che prevede un incremento a carico azienda e a favore dei lavoratori aderenti; innovazione sul lavoro part- time, con incrementi salariali, in caso di spostamenti di orario, con privilegio a favore del dipendente, di variazioni dell'orario per far fronte ad esigenze di cura ed assistenza familiare, studio e diritto allo studio che passa dalle attuali 80 ore l'anno alle 120 e altro in tema di sicurezza, e enti bilaterali con l'obiettivo nel tempo di riuscire a realizzare ulteriori agevolazioni per i metalmeccanici. E logico pensare che un tale contratto non debba valere? Solo per che una categoria pure nella sua insindacabile libertà non ha inteso firmare? A quanto pare il consenso che gira attorno Uil e Cisl di categoria è sempre più ampio, e perfino laddove si fa ricorso alla magistratura passa il principio che a tutti vanno dati gli aumenti salariali. Non risulta nella provincia di Udine che una qualunque azienda abbia negato ai non iscritti o agli iscritti Fiom gli incrementi salariali o i benefici normativi. Il continuare a dissentire, divulgando nelle aziende una versione critica dei contenuti contrattuali, fino all'approccio giudiziario, non produce buoni effetti e mette le basi per allontanare sempre più un percorso di avvicinamento tra sindacati, che faccia meno politica ed esprima maggiore concretezza, nella soluzione delle problematiche, e gli esempi non mancano, nella nostra provincia. Fim, Fiom e Uilm unitariamente sono state in grado di affrontare una crisi che è ancora in corso, applicando strategie, strumenti di contenimento occupazionale, evitando licenziamenti in massa mantenendo in vita il rapporto dei dipendenti con le proprie aziende, puntando alla speranza che un ripresa prima o poi deve arrivare. La certezza è che i principi, le tutele generali si mantengono solo se si fanno gli accordi e i contratti, rinunciare a ciò vuol dire in maniera più o meno tacita, lasciare carta bianca al calcolo puramente finanziario, che per sua natura non ha lo scopo di tenere conto della esigenza di tutela della dignità, della persona che solo un buon lavoro e un'accettabile condizione economica possono dare alle famiglie. Allontanare sempre più il rischio che chi lavora potrebbe trovarsi a non percepire il salario contrattuale è un obiettivo, per il quale teniamo alta la guardia, mentre una buona iniziativa che metta assieme i sindacati sta proprio sul contenimento del precariato inteso come forma da utilizzare in maniera sempre più ridotta, a favore del tempo indeterminato, utilizzando proprio la fonte contrattuale del testo del 2009 di Fim e Uilm per elaborare le necessarie proposte, alleviando il peso dell'incertezza continua, che su tante persone e sopratutto sui giovani grava e non gli consente di poter realizzare neanche il minino indispensabile, di poter guardare al futuro con ottimismo, avendo un lavoro, una casa, una famiglia, "il passaporto" per poter vivere con un po' di felicità in più. *Uilm Udine