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piazza duomo Osservazioni e precisazioni nIn riferimento agli articoli del 21 maggio (Piazza Duomo va alzata di 45 centimetri) e 22 maggio (Tutti d'accordo a Udine: riportare piazza Duomo all'antico), vorrei fare qualche osservazione. L'intenzione di eliminare i dislivelli esistenti (fra la piazza e il Duomo, l'Inail, la Cassa di Risparmio e il porticato a nord) comporta la necessità di innalzare il livello attuale ben più di 45 centimetri. I pareri della Curia riportati mi lasciano perplesso. Non ho infatti sinora avuto modo di illustrare il progetto alla Curia (a nessun livello, né alla Parrocchia). Mi auguro peraltro di poterlo fare presto. E' scontato che il parere favorevole della Soprintendenza è una conditio sine qua non. Lo sono parimenti quelli dell'Amministrazione comunale, della Parrocchia e della Curia. Non mi sono mai neanche lontanamente sognato di ipotizzare un finanziamento comunale, nè di suggerire priorità negli interventi dell'Amministrazione comunale. La cifra di 1,2 milioni di euro non è un preventivo di spesa (che non ho mai redatto), ma il risultato di una moltiplicazione: 100.000 friulani x 1 euro/mese x 12 mesi. La follia (ho effettivamente usato questo termine nell'incontro del 20 maggio) consiste proprio nell'ipotizzare un contributo da parte di 100.000 friulani (se il numero sarà maggiore tanto meglio). Ci si potrebbe chiedere perchè mai i friulani dovrebbero contribuire. La risposta: l'obiettivo non è realizzare Piazza Duomo a Udine, ma la Piazza del Friuli. Un luogo cioè dove il Friuli possa raccontarsi e rappresentare la propria identità. A chi sorridesse scettico di fronte all'ipotesi di una così vasta partecipazione, propongo di considerare un evento di recente concretizzatosi. Nella chiesa della Purità a Udine, 1.127 friulani hanno letto senza interruzioni, giorno e notte, l'intera Bibbia in friulano. Il che dimostra che i friulani sono sì diffidenti verso il nuovo, cauti nelle scelte e lenti nei processi decisionali, ma, quando hanno deciso, raggiungono il risultato. Piero Pravisan Udine premariacco Un eccidio da ricordare nPer molti la memoria ha un importanza fondamentale, tra questi sono tutti coloro che ricordano che il 29 maggio ricorre il tristissimo anniversario dell'eccidio di Premariacco e di San Giovanni al Natisone dove nel lontano 1944 erano barbaramente impiccati dai nazisti 26 patrioti vittime innocenti della brutale reazione dell' esercito occupante. A distanza di molti anni queste vittime non vanno dimenticate perchè colpevoli solo di amare l'Italia e la libertà. Giovanni Jenco Paoloni Premariacco