Fiera unica in Fvg, Udine approva il piano

La new company delle fiere porterà benefici a tutti. Parole del vice sindaco, Vincenzo Martinse, che a differenza del primo cittadino di Pordenone, promuove il progetto di fiera unica del Friuli Venezia Giulia. Il vicesindaco del capoluogo friulano, insomma, è convinto che se i tre quartieri fieristici vengono posti sotto un'unica regia gli effetti, soprattutto in termini di razionalizzazione dei costi, non tarderanno ad arrivare. A quel punto, stando all'analisi fatta dall'assessore regionale Federica Seganti, la fiera del Friuli Venezia Giulia occuperà, escludendo dalla classica Milano che per tradizione vanta una fiera alla quale è impossibile fare concorrenza, il settimo posto in Italia. Di fronte a questo progetto il Comune di Udine non è affatto contrario anche perché le fiere di Udine e di Gorizia sono già accorpate. Aggregare questa realtà alla new company potrebbe essere molto utile insiste Martines nel ribadire che in questo modo si liberano energie per migliorare le strategie. L'auspicio di Martines, infatti, è che i diversi quartieri fieristici mettano a punto una programmazione in grado di attirare visitatori. Si spera - continua il vicesindaco - che nella new company ci sia gente specializzata perché una cosa è far parte dei consigli di amministrazione che rappresentano i territori, un'altra è mettere a punto un piano operativo che funzioni. Noi - sottolinea - abbiamo bisogno di professionalità alte. E ancora: Il lavoro della new company deve dimostrare che c'è un vantaggio per tutti e secondo me è possibile. Questo significa che Udine continuerà a organizzare eventi in grado di dialogare con il territorio. La proposta illustrata, l'altron giorno, dall'assessore regionale ai vertici dei rispettivi consigli di amministrazione resta comunque aperta alla discussione. Tant'è che lo stesso assessore si prepara a un vero e proprio tour nelle camere di commercio per spiegare nei dettagli la filosofia del piano. Intanto il consigliere regionale, Alessandro Colautti (Pdl), plaude all'iniziativa definendola un motore per lo sviluppo economico-produttivo. E' vero – premette Colautti – si potrebbe anche non andare oltre la formula della fiera-mercato, mantenendo l'esistente, ma ciò implicherebbe rinunciare a una svolta nel nostro territorio. L'Agenzia composta dai soci che definiscono le strategie che la Regione sarà chiamata a valutare ed approvare, potrà realizzare il concetto di fiera declinata come fattore per lo sviluppo, senza con ciò inficiare le location che non verranno intaccate precisa ancora il consigliere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA