Coltello, torna l'ottimismo Fatturato con il segno più

MANIAGO Stabili i numeri di aziende e dipendenti nel settore coltellerie a Maniago, ma aumenta il fatturato. Sono questi i risultati che emergono dall'analisi condotta dal Distretto del coltello dal 2007 a tutto il 2010. Dati che fanno ben sperare per il futuro e che arginano una tendenza negativa evidenziatasi negli ultimi anni. Nello specifico, il numero di aziende coltellinaie è rimasto pressoché costante, passando dalle 80 del 2008 alle 79 di oggi. Per quanto riguarda gli addetti, il calo si è registrato negli anni passati: nel 2007 i dipendenti nelle coltellerie del Distretto erano 531, 520 nel 2008 e 500 nel 2009, quantitativo analogo al 2010. Elementi dai quali si evince come la struttura di una coltelleria sia rimasta invariata nel corso degli anni, ovvero una microimpresa, spesso a conduzione familiare, nella quale il numero medio di addetti non supera le sei unità. L'elemento positivo emerge nella controtendenza registrata nel 2010, anno in cui il fatturato ha ricominciato a vedere un segno più. Esaminando anno per anno, nel 2007, il fatturato delle coltellerie raggiungeva i 61 milioni e mezzo di euro, nel 2008 è sceso a 58 milioni (pari a un meno 5 per cento), nel 2009 un'altra contrattura ha portato il fatturato a 54 milioni 300 mila euro (variazione rispetto all'anno precedente del 7 per cento). Lo scorso anno questo dato ha ripreso a salire, superando i 57 milioni di euro di fatturato (più 5,5 per cento): oltre il 40 per cento è fatturato estero. In particolare, per quanto riguarda il 2010, i Paesi in cui s'è esportato maggiormente il prodotto made in Maniago sono stati gli Stati Uniti (da sempre mercato fondamentale per le coltellerie) per il 23 per cento, seguiti da Germania (21 per cento), Francia (8), Inghilterra (4), Austria (3), Grecia (3), Finlandia (3), Slovenia (2). Il restante 33 per cento è stato esportato un po' ovunque nel mondo: all'interno di questa percentuale spiccano i Paesi emergenti, Emirati arabi prima di tutto, ma anche altre realtà asiatiche o europee nelle quali la qualità e l'eccellenza maniaghesi sono molto apprezzate. Da non dimenticare che oltre il 55 per cento della produzione maniaghese viene venduto all'interno dei confini nazionali, dimostrazione che in Italia si apprezza la qualità. Anche nel caso dei coltelli maniaghesi, però, non è facile essere profeti in patria. Per questo l'Asdi ha avviato il progetto "Coltelli in tavola", una promozione delle lame maniaghesi all'interno dei ristoranti e dei locali dell'area mandamentale, abbinata a un'esposizione dei pezzi prodotti a Maniago. Laura Venerus ©RIPRODUZIONE RISERVATA