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La nube arriva in Italia «Ma il rischio è zero»

ROMA La nube radioattiva sprigionata dal tracollo delle centrali nucleari di Fukushima sta per arrivare nei cieli italiani. Ma gli esperti escludono che questo passaggio possa comportare rischi per la salute dei cittadini. Mentre in Giappone la terra continua a tremare (due scosse di magnitudo 6.3 e 6.2 ieri si sono susseguite nel giro di un'ora) ed il livello di radioattività continua a salire tanto da aver infestato anche l'acqua del mare intorno alla zona degli impianti, le masse d'aria contaminate, sospinte dai venti, sorvolano da giorni l'Europa. Dopo l'Islanda (ieri) e la Francia (oggi), la nube si affaccerà sulla nostra penisola domani. Secondo i calcoli del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell'Ispra però, i livelli di radiazione sarebbero molto bassi. Giancarlo Torri, responsabile, per l'Ispra, del monitoraggio dei valori precisa che si tratterà di livelli da mille a 10mila volte inferiori rispetto a quelli registrati a Chernobyl nel 1986. «L'eventuale esposizione sarebbe molto rapida - spiega Torri - e al momento non si rilevano rischi per la popolazione». Ben diversi i livelli di «materiale radioattivo» rilevato nelle acque dell'Oceano Pacifico antistanti il luogo dell'incidente nucleare. I tassi di iodio 131 e cesio 134 riscontrati in mare sono superiori alla norma, rispettivamente, di 126,7 e 24,8 volte. Dati che hanno convinto le autorità giapponesi ad elevare l'allerta alimentare intensificandoe i controlli sul pescato (pesce e frutti di mare) delle prefetture di Chiba e Ibaraki, a est di Tokyo. Il portavoce dell'esecutivo Yukio Edano non esclude di valutare la sospensione della vendita di pesce (dopo quella di latte e verdure) se le concentrazioni di radioattività dovessero aumentare ancora. Intanto quella di ieri è stata un'altra giornata di lavoro frenetico per i tecnici che da giorni lavorano ossessivamente per rimettere in sicurezza i reattori di Fukushima (danneggiati l'11 marzo scorso dallo tsunami seguito al terremoto di magnitudo 9). Nei sei reattori è finalmente stato ripristinato il collegamento all'alimentazione esterna, di nuovo operativa anche la sala di controllo. Ma l'Aiea avverte che dalla centrale continuano a propagarsi radiazioni, sebbene non si riesca ad intercettarne «la fonte». Il quotidiano aggiornamento del bollettino delle vittime del terremoto ha superato il numero di 22mila tra morti e dispersi. E il Giappone fa conti anche con i danni all'economia: la Sony ha bloccato fino a fine marzo la produzione dei suoi stabilimenti nipponici, Honda e Toyota hanno deciso di rinviare la riapertura delle loro fabbriche, in difficoltà anche Panasonic, Nikon e Canon. (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA