Il parroco fu considerato l'ispiratore: dovette fuggire vestito da carabiniere

/I/BBIUDINE. /I/BAll'Italia dissero no. E quel rifiuto divenne famoso, tanto che dal 22 ottobre 1866 il Comune di Coseano si guadagnò il soprannome di 'Cosean dal no". Al plebiscito la provincia di Udine, che all'epoca comprendeva anche quella odierna di Pordenone, totalizzò 140.988 sì al neonato Regno d'Italia. I no furono solo 36, 25 dei quali a Coseano che votò contro all'unanimità. Gli altri no, invece, erano sparsi in vari centri friulani: uno a Udine, uno a Campoformido, uno a Nimis, uno a Martignacco. Don Giovanni Cossio, parroco di Coseano dal 1943 al 1980, riporta nelle sue memorie due ipotesi sulle cause del voto. C'è chi sostiene che l'arcivescovo dell'epoca, monsignor Pietro Zamburlini, fosse inizialmente contrario all'annessione e il prete di Coseano, don Riva, esortò quindi i suoi compaesani a votare secondo coscienza (implicitamente suggerendo di votare contro). Ma c'è anche chi ricorda che i voti vennero scrutinati a San Daniele dove, vista la presenza di rappresentanti istituzionali internazionali, non c'era rischio di broglio. Quel che è certo, e lo riporta anche il /I/BBGiornale di Udine /I/Bdel 26 ottobre, è che don Riva venne considerato il responsabile morale del no di Coseano. A causa di quello che la testata definì mostruoso scandalo venne quasi linciato dalla folla qualche giorno dopo a San Daniele. Pietro Rovere, proprietario di una locanda nel paese, lo nascose nel suo locale fino alle 2 di notte. Don Riva riuscì a tornare in canonica solo alle prime ore dell'alba, travestito da carabiniere. /I/BB(g.sc.)BR©RIPRODUZIONE RISERVATA