Gli abiti e i manoscritti dei giorni del massacro

Le mostre La città fu macchiata di sangue il 27 febbraio 1511. In quel giorno, infatti, scoppiò la /I/BBCrudel zobia grassa/I/B, la storica battaglia cittadina, in cui i contadini seguaci del clan capeggiato da Antonio Savorgnan, signore incontrastato, combatterono contro gli Strumieri, cioè la famiglia Della Torre e i seguaci della nobiltà del capoluogo. La gente pativa la fame, la peste imperversava. Erano molte le cause di quella rivolta. Il popolo, inoltre, voleva piú potere. Fu, infatti, l'evento di maggiore portata storica che ha riguardato il Friuli, ha ricordato l'assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani, ieri, a margine dell'inaugurazione della mostra /I/B/I/BBIl racconto della zobia grassa/I/B, un'esposizione curata dalla biblioteca civica Joppi e dall'archivio di Stato di Udine sulle fonti documentarie, le stampe e le pubblicazioni che raccontano quei tragici momenti. In particolare, la mostra – che resterà aperta al pubblico, nelle Gallerie del progetto di palazzo Morpurgo fino al 6 marzo - ruota attorno a tre opere cardine, il manoscritto del 1511 del notaio Antonio Belloni, il testo di Gregorio Amaseo in un manoscritto della seconda metà del Cinquecento, e la trascrizione ottocentesca, dovuta a Vincenzo Joppi, della cronaca di un protagonista di quei fatti, Nicolò Monticoli. Reitani, durante la presentazione dell'esposizione, ha sottolineato che la /I/BBJoibe Grasse /I/Bfu una rivolta feroce, ma le iniziative che abbiamo organizzato quest'anno sono state proposte proprio per approfondire quei tragici fatti. A tal proposito il direttore della biblioteca Joppi, Romano Vecchiet, ha sottolineato che è stato molto curioso apprendere come negli anni immediatamente successivi alla rivolta si parlò di quegli avvenimenti anche ufficialmente, mentre poi quasi 300 anni di silenzio nascosero quei fatti dai documenti ufficiali. Forse, – ha spiegato ancora Vecchiet – quella rivolta, quella pagina di storia cruenta, non si sposava affatto con l'immagine di un Friuli laborioso e rispettoso delle autorità. Avvenne, insomma, per quasi 300 anni, un'opera di rimozione, perché nuove fonti ufficiali emergono soltanto a metà dell'Ottocento. Su questo punto è intervenuta anche la direttrice dell'archivio di Stato di Udine, Roberta Corbellini, la quale ha spiegato che però nei documenti privati e nei diari personali della gente e delle famiglie non si smise mai di parlare di quella rivolta. BRSempre ieri, inoltre, nel salone del popolo di palazzo D'Aronco, è stata inaugurata un'altra mostra – aperta fino all'8 marzo – che il gruppo medioevale di Borgo Pracchiuso ha voluto dedicare ai costumi storici del XV-XVI secolo. Oggi, invece, sul terrapieno di piazza Libertà sfilerà dalle 10 il Carnevale civico studentesco a cura del Fogolar Civic e dell'Academie dal Friul. Alle 17, poi, spazio a un'avvincente visita guidata dai giovani attori dell'Accademia Nico Pepe lungo i luoghi storici della rivolta. /I/B/I/BBLungo le vie del sangue/I/B, questo il nome del percorso, che partirà dal Castello.BR/I/BRenato Schinko BR©RIPRODUZIONE RISERVATA