23 febbraio 2011 —
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sezione: Gorizia
Ha optato per il patteggiamento spuntando la pena, peraltro sospesa, di un anno di reclusione, linsegnante quarantasettenne di Gradisca, Chiara Sapunzachi, accusata di duplice omicidio colposo in relazione al terribile schianto che, poco più di un anno fa, sullo stradone della Mainizza, costò la vita a una coppia di anziani coniugi goriziani: Maria Micheluzzi e Erminio Cempi, rispettivamente di 78 e 83 anni.
Lincidente risale al 7 gennaio dello scorso anno: Chiara Sapunzachi, al volante della sua Renault Kangoo, mentre percorreva la Mainizza in direzione di Gorizia, allaltezza del Museo Ford Gratton, in pieno rettilineo (le condizioni di visibilità, in quel momento, erano perfette così come quelle dellasfalto) aveva improvvisamente perso il controllo della vettura, che aveva invaso la corsia opposta, proprio mentre da quella direzione stava sopraggiungendo una Fiat Uno, condotta da Erminio Cempi, con accanto la moglie, Maria Micheluzzi.
Nel violentissimo scontro questultima era morta sul colpo mentre il marito era stato ricoverato allospedale cittadino in gravissime condizioni. Nel primo pomeriggio, quando sembravano essersi stabilizzate, era stato disposto il trasferimento al nosocomio di Udine, ma poco prima che lambulanza partisse in direzione del capoluogo friulano, lanziano si era spento. Solo leggermente ferita, invece, linsegnante gradiscana che aveva riportato una distorsione del rachide cervicale, stato di choc e amnesia retrograda: in pratica non ricordava nulla di quanto accaduto.
Fatto sta che Cempi, il quale procedeva in direzione di Gradisca sulla sua Uno, si era improvvisamente trovato davanti la Renault di traverso e non era riuscito a sterzare, evitando, in tempo, lostacolo. Limpatto fra la parte anteriore destra della Uno e la fiancata della Kangoo era stato devastante per gli occupanti dellutilitaria e, in particolare, per Maria Micheluzzi che siedeva sul sedile del passeggero e che, come si è detto, era morta allistante.
Circa la causa che aveva determinato la perdita di controllo dellauto, erano state avanzate varie ipotesi: dal malore allo scoppio di una gomma o un improvviso guasto tecnico. «Putroppo ha commentato, ieri, al termine delludienza, lavvocato Alfredo Russo , dato lo stato della Renault, ridotta a un ammasso di rottami, non è stato possibile effettuare alcun accertamento peritale».
Nino Volpe
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