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Coppia di anziani morì in uno schianto insegnante gradiscana patteggia un anno

Ha optato per il patteggiamento “spuntando” la pena, peraltro sospesa, di un anno di reclusione, l’insegnante quarantasettenne di Gradisca, Chiara Sapunzachi, accusata di duplice omicidio colposo in relazione al terribile schianto che, poco più di un anno fa, sullo stradone della Mainizza, costò la vita a una coppia di anziani coniugi goriziani: Maria Micheluzzi e Erminio Cempi, rispettivamente di 78 e 83 anni.
L’incidente risale al 7 gennaio dello scorso anno: Chiara Sapunzachi, al volante della sua Renault Kangoo, mentre percorreva la Mainizza in direzione di Gorizia, all’altezza del Museo Ford Gratton, in pieno rettilineo (le condizioni di visibilità, in quel momento, erano perfette così come quelle dell’asfalto) aveva improvvisamente perso il controllo della vettura, che aveva invaso la corsia opposta, proprio mentre da quella direzione stava sopraggiungendo una Fiat Uno, condotta da Erminio Cempi, con accanto la moglie, Maria Micheluzzi.
Nel violentissimo scontro quest’ultima era morta sul colpo mentre il marito era stato ricoverato all’ospedale cittadino in gravissime condizioni. Nel primo pomeriggio, quando sembravano essersi stabilizzate, era stato disposto il trasferimento al nosocomio di Udine, ma poco prima che l’ambulanza partisse in direzione del capoluogo friulano, l’anziano si era spento. Solo leggermente ferita, invece, l’insegnante gradiscana che aveva riportato una distorsione del rachide cervicale, stato di choc e amnesia retrograda: in pratica non ricordava nulla di quanto accaduto.
Fatto sta che Cempi, il quale procedeva in direzione di Gradisca sulla sua Uno, si era improvvisamente trovato davanti la Renault di traverso e non era riuscito a sterzare, evitando, in tempo, l’ostacolo. L’impatto fra la parte anteriore destra della Uno e la fiancata della Kangoo era stato devastante per gli occupanti dell’utilitaria e, in particolare, per Maria Micheluzzi che siedeva sul sedile del passeggero e che, come si è detto, era morta all’istante.
Circa la causa che aveva determinato la perdita di controllo dell’auto, erano state avanzate varie ipotesi: dal malore allo scoppio di una gomma o un improvviso guasto tecnico. «Putroppo – ha commentato, ieri, al termine dell’udienza, l’avvocato Alfredo Russo –, dato lo stato della Renault, ridotta a un ammasso di rottami, non è stato possibile effettuare alcun accertamento peritale».
Nino Volpe
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