Sarebbero stati entrambi membri della casata dei Savorgnan, ma di due rami in lotta tra loro

Prendete la storia d'amore più magica e tragica che l'uomo conosca, un professore inglese e aggiungete ricerche e studi approfonditi, un antico testo redatto da un friulano del 1500 e un pizzico di romanticismo: otterrete così 'Romeo e Giulietta" in "Folle amore a Udine"! Ebbene si! Il grande autore William Shakespeare sarebbe venuto in possesso del testo del friulano Luigi Da Porto "Historia novellamente di due nobili amanti", nel quale l'autore racconta la storia di due amanti e cugini, in quanto figli di due rami della medesima casata, il cui amore era fortemente ostacolato. Il sospetto che, in realtà, i due paladini dell'amore fossero italiani e non inglesi aveva già preso il sopravvento: basta guardare la mole di persone che ogni anno visitano la casa di Giulietta nella magica Verona, considerata fino ad adesso la patria della bella di Romeo. Ma ora le cose stanno per cambiare! BRA provare la veridicità di quanto detto fino ad ora ci ha pensato il professore inglese Cecil Clough (costui agli inizi degli anni '80 presenziò a Vicenza ad una conferenza organizzata per esporre i suoi studi ma ricevette una fredda accoglienza), ha provveduto ad analizzare il testo e le lettere di Da Porto, riuscendo a dimostrare che la storia non è affatto inventata ma semplicemente mascherata ad hoc per impedire qualsiasi tipo di collegamento con la sua persona.BRInfatti Da Porto ha raccontato, servendosi di falsi nomi, la natura del suo amore assoluto per la cugina Lucina. Entrambi erano membri della casata dei Savorgnan. Ma i due rami famigliari erano in forte lotta tra loro, come lo saranno circa settant'anni dopo i Montecchi e i Capuleti. I due amanti si incontrarono la prima volta al palazzo dei Savorgnan durante un ballo in maschera la sera precedente al giovedì grasso del 1511. Il palazzo della nobile casata si trovava nell'attuale piazza Venerio dove il 26 febbraio prossimo verranno inaugurate due statue in onore ai due innamorati, realizzate con molta probabilità dall'ertano Mauro Corona. Infatti lo scrittore, anche abile intagliatore, avrebbe accettato la commessa delle due statue lignee che probabilmente verranno raffigurate con una maschera per rievocare le circostanze nelle quali i due si innamorarono. Il palazzo che ha ospitato i due protagonisti venne raso al suolo dalla Serenissima nel 1547. BRNonostante qualcuno possa dimostrarsi restio a credere a quella che potrebbe sembrare una bella storia ben congeniata, quel qualcuno dovrà fare i conti con qualche altra prova: per esempio l'architetto Gino Valle ha trovato sotto il pavimento di piazza Venerio i resti di fondamenta di un grande palazzo che potrebbe essere quello della nostra storia. In più, riguardo all'arte del dissimulare, Da Porto ha pensato proprio a tutto: egli ha ambientato la sua vicenda a Verona per non rendere riconoscibili le circostanze narrate. La stessa cosa che il friulano fece con i nomi dei protagonisti... Che sia nata da qui la leggenda secondo la quale Verona sarebbe stata il teatro degli avvenimenti della tragedia shakespiriana?BRAnche "Montecchi" e "Capelletti"(o Capuleti) non sono un'invenzione autentica di Shakespeare: infatti questi due nomi corrispondono a due famiglie che vengono citate nel sesto canto del Purgatorio della Divina Commedia da Dante.BRQuesta 'scoperta" ha visto impegnati insieme già diversi comitati e associazioni come "Gruppo di lavoro Giulietta e Romeo" o l'associazione "Giulietta e Romeo 500 anni dopo" il cui scopo è sempre stato ed è tutt'ora dimostrare che quella di Luigi e Lucina Savorgnan non è una frottola... ma una favola!BRAurora MilanBRLiceo linguistico PercotoBR