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Il sole splende per Milan e Napoli le altre si squagliano

di FRANCO ZUCCALÀ Mentre Milan, Napoli, Roma e Udinese sono le squadre del momento, nella zona di vertice, da sottolineare i pochi gol (20), i campacci su cui si è giocato, le botte da orbi con gente all’ospedale e le polemiche per gli errori arbitrali. Il bollettino meteorologico del calcio insomma segna tempesta. Il sole splende solo per Milan e Napoli. I rossoneri si son visti schiudere la porta al successo da un autogol di Pellegrino (che la settimana scorsa aveva aiutato a vincere la Roma). Poi nel finale ha raddoppiato il solito Ibrahimovic. Ma per il Milan si era messa male: Gattuso aveva rinunciato nel riscaldamento, Nesta è uscito per un infortunio alla spalla sinistra dopo 21’ e bisognerà vedere quanto starà fuori. Insomma, tanti problemi, e la vittoria rossonera vale doppio, contro un Cesena pericoloso all’inizio e che aveva messo in grave difficoltà l’Inter. Le note positive per il Milan, oltre ai tre punti? Merkel e Thiago Silva a centrocampo, più che Cassano.
La partita del crocevia, come l’avevamo definita, era tuttavia Udinese-Inter e il verdetto è stato netto: friulani in gran spolvero, nerazzurri in calo soprattutto in fatto di gioco. Una certa flessione interista si era notata già contro il Cesena. Davanti alla più consistente squadra di Guidolin, come si suol dire, è cascato l’asino. Certo l’Udinese scoppia di salute: quattro gol al Milan e al Genoa, tre al Napoli e all’Inter. Nelle ultime otto partite la squadra di Guidolin ha fatto 22 punti. Peccato che abbia “saltato” le prime quattro gare (zero punti): potrebbe essere forse seconda... L’Inter, che pure era partita in vantaggio (Stankovic), è stata schiantata dai friulani e c’è da chiedersi se l’effetto Leonardo si sia già esaurito. A Udine, a parte Stankovic, autore di un bel gol, molti fantasmi. E la squadra campione contro il Palermo dovrà fare a meno di tre squalificati: Chivu, Cordoba e Stankovic. Insomma, Leo stenterà a fare la formazione, come era capitato spesso a Benitez.
E se l’attacco ha segnato 16 gol in sei partite, ne ha anche presi dieci! Un dato su cui riflettere, come sul fatto che delle famose cinque vittorie di Leonardo, quattro erano state ottenute a San Siro. L’Udinese ha un gioco spesso travolgente, un Di Natale scatenato (15 gol stagionali, 99 in A con l’Udinese), un Sanchez incontenibile e – nota importante – a rete contro l’Inter sono andati due difensori: Zapata e Domizzi.
Il Napoli ha dato quasi il colpo di grazia al Bari (espulso Parisi, ultima vittoria col Brescia il 26 settembre, solo 13 i gol segnati): Lavezzi (di tacco) e Cavani (gol n. 14) hanno portato il Napoli – sempre più “squadra” – alle spalle del Milan. Mazzarri (che ha arronzato Gargano che ha borbottato dopo la sostituzione) si avvia a sfidare il Milan e a dimostrare che i suoi sanno fare bene anche contro le grandi. Gli altri inseguitori, uno dopo l’altro, si stanno squagliando: Lazio e Inter hanno perso male, con lo stesso risultato (3-1), la Juve ha pareggiato sul campo della Samp nella partita degli ex. La Lazio a Bologna ha risentito del secondo derby stagionale perso ed è andata ko contro un avversario con gravi problemi societari, ma non tecnici. I rossoblu hanno ribaltato il risultato da 0-1 a 3-1 con doppietta di Di Vaio (ora a 13 gol). Con i tre punti persi a tavolino, il Bologna sarebbe a quota 28, cioè davanti alla Sampdoria.
La squadra di Reja sta perdendo quota, ma anche le staffe: Zarate (un po’ in crisi con l’allenatore) ha innescato una rissa con sputi, spintoni, zigomi rotti e persino un quasi cazzotto in faccia (involontario, sia chiaro) all’assistente Stefani. Brutto segno. La Juventus è passata – causa infortuni – dall’avere l’attacco più forte del campionato, al problema del gol: dopo Natale, infatti, ha segnato solo tre gol (e quattro punti) in quattro partite. E la Samp (miglior difesa: 18 gol subiti, come il Milan) ha perso Lucchini, Pazzini, Pozzi. Insomma la sfida degli ex (Del Neri, Marotta) è finita senza gol (che errore Del Piero nel finale!) e tanti rimpianti. La Roma è invece sempre lì, al pezzo, e con un Totti pimpante ha ottenuto l’ottava vittoria consecutiva in casa contro quel Cagliari che, dopo l’arrivo di Donadoni, aveva mantenuto un passo da Champions. Insomma Ranieri, nonostante i mal di pancia interni e certe critiche, sta lavorando bene e i giallorossi possono aspirare, a nostro avviso, a un posto Champions.