«Stadio Friuli, un nome intoccabile»

Franco Della Rossa ( foto), vicepresidente del consiglio comunale, di cui è anche il decano, torna a esprimersi sulla proposta avanzata giorni fa di intitolare lo stadio Friuli a Enzo Bearzot. Cosa che lo vede assolutamente contrario e in questo intervento spiega in modo dettagliato il motivo: «Già in passato c'è stato chi voleva togliere il nome Friuli per scrivere quello di Alfredo Foni, idea che non è andata in porto perché i piú hanno capito che quel nome, che va come significato ben al di là dello sport, vuol dire ricordare e onorare i mille morti del terremoto del 1976, centinaia di feriti e di invalidi, rammentare cos'era la nostra terra fra case e industrie distrutte. Un nome, quello di stadio Friuli, che il sindaco Candolini, la giunta, il consiglio comunale e la commissione toponomastica di allora vollero per ricordare quegli eventi, quei lutti, e anche per ringraziare i tantissimi friulani all'estero e quanti diedero il loro contributo a sostegno della ricostruzione».
«Ricordo – aggiunge Della Rossa – il dibattito avvenuto a quell'epoca in consiglio comunale. Ricordo i protagonisti di allora, appartenenti al mondo delle professioni, dell'imprenditoria e della cultura, come l'ex presidente dell'Udinese Dino Bruseschi, Rino Snaidero, Roberto Giacomello, Lino Comand, Sergio De Cillia, Renato Foi, Tito Maniacco, Paolo Solimbergo, Gianfranco Torossi, Carlo Giacomelli, Rosa Cantoni, Paolo Braida, Giovanni Paolo Businello... E poi il nome Friuli abbraccia tutta una regione e non è invece sintomatico di un evento per il quale, dopo un primo momento emotivo, in cui tanti possono essere i favorevoli, con il passare del tempo rischia di veder ridurre la percentuale dei sì».
«L'intitolazione decisa ancora nel '76 – continua Della Rossa – è nata sì nel contesto del dopo terremoto, ma anche in presenza delle celebrazioni per il centenario dell'emigrazione friulana in Argentina, come si legge nella delibera del consiglio comunale del 3 marzo 1978 dove sono state denominate nuove vie cittadine come via Colonia Caroya, via Reconquista, via Resistencia, via Ausonia e il piazzale antistante il nuovo stadio, appunto piazzale Argentina. In consiglio ci fu dibattito solo sul fatto se scrivere 'stadio del Friuli" e 'piazzale della Repubblica Argentina". La delibera passò all'unanimità dei 40 presenti dopo aver tolto appunto 'del" e 'della"».
«Credo quindi – conclude Della Rossa – che ora sia oltremodo oltraggioso modificare una decisione presa in un contesto che coinvolse le vicende del terremoto e il ricordo dell'emigrazione friulana con riferimento a città argentine fondate dai nostri emigranti dove vivono tutt'ora con la cultura e la lingua friulana. Da sportivo, specie del calcio, pur non essendo Enzo Bearzot nato o avendo giocato in questa città, credo comunque che la sua persona debba avere un riconoscimento adeguato. A Foni sono stati dedicati il parco ex Moretti e la sala stampa dello stadio. Credo che intitolare un campo di periferia a Bearzot sia pure riduttivo. Sarebbe opportuno invece un piccolo monumento o una targa da collocare tra il campo di gioco e le tribune dello stadio, sperando che le riprese televisive, in diretta e no, tengano in considerazione questo nostro omaggio. Spero poi che gli organismi del calcio regionale e in modo particolare i due rappresentanti in Federazione a Roma prospettino l'organizzazione di una partita significativa della Nazionale azzurra, magari in occasione dell'inaugurazione del monumento o quant'altro».
«Ribadisco – conclude infine Della Rossa – massimo rispetto verso i tifosi e tutti i protagonisti del calcio, ma lo stadio è anche di chi non lo frequenta. Anche per questo, sarebbe sbagliato cambiare un po' la sua storia e il nome di Friuli».
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