Oscar europei, Polanski pigliatutto

TALLIN. Non c'è che dire, il ghiaccio e la neve di Tallin hanno portato fortuna a Roman Polanski, ma non all'Italia, tranne al povero Mario Monicelli. È un po' quello che è successo sabato, nella capitale dell'Estonia ed esattamente al Kodak Theatre, dove si è svolta, tra cori di angeliche ragazze estoni che cantavano un finnico benvenuto, la 23ª edizione degli European Film Awards, gli Oscar del cinema continentale. Il regista polacco ha fatto incetta di premi con L'uomo nell'ombra, che si è guadagnato non solo il titolo di miglior film europeo dell'anno, ma anche quello per il miglior regista, il miglior attore (Ewan McGregor), la migliore sceneggiatura, la miglior production designer, il miglior compositore (Alexandre Desplat). Insomma ben sei premi su sette candidature.
Invece, nella città che anticipa con questa cerimonia il prossimo ruolo di capitale della cultura europea, che Tallin si giocherà nel 2011, all'Italia non è andata affatto bene. Scesa in forze sul Mar Baltico con tante candidature, in testa quella di Paolo Virzì per la regia de La prima cosa bella(tra l'altro designato dall'Italia all'Oscar per il film straniero) e quella di Elio Germano come miglior attore per La nostra vitadi Daniele Luchetti, al nostro paese alla fine non è arrivato nulla. Tranne, tra gli applausi, il ricordo commosso di Mario Monicelli da parte di Alba Rohrwacher (Shooting Star Efa2009) e Michele Riondino ( Shooting Star Efa2010)sul palcoscenico di Tallin, pieno di autorità e stelle del cinema. Dai due attori la lettura di un testo, con tanto di gigantografia di Monicelli alle spalle, che ricorda non solo il grande regista de La Grande Guerra, ma anche e forse soprattutto, l'uomo che ultimamente ha difeso la cultura e l'istruzione dai tagli del governo.
Ad accogliere i premi, in collegamento ( nella foto), un Roman Polanski sereno con maglione girocollo e con alla spalle una ricca libreria (probabilmente nella casa parigina della moglie Emanuelle Seigner, dopo che a luglio gli sono stati revocati gli arresti domiciliari in Svizzera). Raggiunto telefonicamente con Skype, Roman è intervenuto a più riprese ricordando la grande autorità del cinema europeo, e come i tanti premi piovuti su L'uomo nell'ombrasiano anche il frutto di maestranze europee di ogni nazionalità «con cui – ha detto – voglio condividere tutti questi riconoscimenti». Secondo il regista di origine polacca – che per L'uomo nell'ombraha già ricevuto l'Orso d'argento a Berlino – questa valanga di premi europei può significare un aiuto per una candidatura agli Oscar da parte dell' Academy, che non può certo trascurare, al di là delle vicende giudiziare dell'autore, un film che ha ricevuto tante attestazioni.
Standing ovation, infine, al Kodak Theatre, per l'attore svizzero Bruno Ganz, dopo la lunga e commossa presentazione da parte di Wim Wenders, presidente dell' Efa, che ha preceduto la consegna del premio alla carriera.
Francesco Gallo