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Futuro e richieste per Sella Nevea

In primo piano Per posta e per e-mail Apprendo dal Messaggero Veneto del 23 novembre che Promotur investirà 20 milioni per potenziare l’offerta turistica montana del Fvg in 4 poli tranne che a Sella Nevea.
Non voglio drammatizzare o saltare a facili conclusioni, ma questo è un film che a Sella Nevea abbiamo già visto, una storia di abbandono, ripetuta in continuazione per 30 anni dalla fine degli anni 80 al primo decennio nuovo secolo. In passato la trascuratezza fu giustificata dal pericolo di valanghe. La zona è a rischio, non è possibile investire nel suo sviluppo. Ora, nel dopo-Illy, cambia la motivazione: il collegamento con Bovec non ha portato alcun imprenditore che ha investito in ricettività alberghiera e servizi. Per controbattere potrei dire che in primo luogo è difficile che un investimento messo in opera nel dicembre 2009 produca, in piena crisi economica, con il settore immobiliare a pezzi, un ritorno misurabile meno di un anno dopo. In secondo luogo, si consideri anche che i 30 anni di negligenza nei confronti della località hanno contribuito a creare per Sella Nevea un’ingiustificata fama di zona depressa, fama che non aiuta ad attirare investimenti privati. Le impressioni, anche quelle non vere, sono molto difficili da sradicare dalla testa delle persone, se non con un messaggio di positività che perduri per molto tempo. 30 anni di abbandono hanno anche contributo a far arrivare a Sella Nevea non proprio il fiore all’occhiello della classe imprenditoriale. Gli ottimi imprenditori si attirano con piani di sviluppo per il futuro che non cambino come una banderuola alla mercé dei diversi venti politici. Un piano di business ha bisogno di certezze, altrimenti in conti non tornano e si va a investire da altre parti.
In terzo luogo, i progetti ci sono, alcuni di amplissimo respiro ancora embrionali e altri, più piccoli, ma importanti, già in fase operativa. È chiaro che se persone influenti e con potere decisionale come Seganti e Mazzolini ci fanno capire che Sella Nevea è fuori dei piani di investimento Promotur, questi embrioni imprenditoriali moriranno del tutto. Si corre il rischio che si realizzi una profezia autoalimentante, in cui si afferma che non si investe più perché non ci sono stati investimenti privati, ma la stessa affermazione che non si investe più limita ulteriormente gli investimenti privati. Questo sarebbe il modo migliore per re-innescare quel circolo vizioso che ha ammorbato fino ad annichilire Sella Nevea prima della resurrezione. Senza contare che così facendo si finisce per aumentare il rischio che quei 35 milioni di euro pubblici investiti a Sella Nevea non producano né ora né mai un ritorno adeguato.
Cosa chiediamo? Innanzi tutto che si portino a compimento i progetti secondo la visione originaria. Il demanio sciabile necessita di una pista da sci variante che scenda dal Golovec, come collegamento alternativo con Bovec. La scorsa stagione invernale ha dimostrato che il collegamento via conca Prevala rimane spesso chiuso per pericolo valanghe e che si forma una coda insostenibile ai piedi della seggiovia del Gilberti. Questi due fattori mettono in serio repentaglio l’operatività della località, nonostante i “salti mortali” fatti puntualmente dagli ottimi dipendenti Promotur di Sella Nevea. Inoltre, la sciovia rossa del Poviz, che serve una delle piste di valle principali ed è ora dismessa, è stata sostituita da un modesto tappeto, che la copre per meno della metà. È necessario ripristinare la pista nella sua totalità con una seggiovia che porti gli sciatori dal Plan del Nut fino all’arrivo della sciovia originaria. Poi, se il problema che impedisce di sostenere ulteriori investimenti nel demanio sciabile della località è la scarsa ricettività alberghiera, perché, oltre che a Piancavallo, Promotur non investe in un albergo a Sella Nevea? Il problema della ricettività sarebbe in parte risolto. Una cosa va chiarita. Noi a Sella Nevea siamo molto soddisfatti quando altre località ricevono finanziamenti per favorire la crescita dei loro demani sciabili. Per esempio, riteniamo che il potenziamento di Tarvisio e Pramollo possa beneficiare tutta l’area dei 3 confini, di cui noi ci sentiamo molto fieramente di far parte. In generale vediamo di buon occhio gli investimenti sulla montagna, anche se fatti in località distanti da noi. Quello che non tolleriamo è essere di nuovo considerati una cenerentola da strapazzo, un cestino del riciclo o una cattedrale nel deserto. A Sella ci sono molte persone che hanno investito e credono nelle potenzialità della località. Abbiamo però bisogno di supporto, aiuto e, soprattutto, di essere sicuri che gli anni dedicati alla mera sopravvivenza non tornino più.
Giovanbattista Mattiussi
a nome degli operatori di
Sella Nevea

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