Si parla di riforma e piombano gli studenti

Manifestazione a sorpresa del Movimento studentesco, ieri, durante il convegno organizzato dalla sezione friulana dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica (Ansas) incentrato sull'attuazione della riforma della scuola superiore in regione. Un picchetto di una decina di ragazzi ha protestato contro il disegno di legge del ministro Gelmini esponendo cartelloni sia all'ingresso dell'auditorium Zanon, sia all'interno, durante gli interventi dei relatori sul tema. «Non vogliamo vivere la riforma – così recitava uno dei cartelli riprendendo provocatoriamente il titolo del convegno – vogliamo vivere il nostro futuro».
E ancora: «La riforma non segue logiche didattiche, l'unico scopo per cui è stata ideata è far quadrare i bilanci statali: 150 mila licenziamenti, 40 mila posti Ata in meno, riduzione dell'offerta formativa, meno ore di laboratorio e lezione».
Gli studenti friulani, infatti, percepiscono il provvedimento come qualcosa di calato dall'alto, cui dover sottostare: «Siamo un'organizzazione apartitica – ha premesso Giovanni Lupieri, esponente del Movimento studentesco – che si lamenta per il degrado che sta vivendo la scuola. La riforma sta andando avanti senza aver dialogato mai, nemmeno una volta, con i diretti interessati, ovvero noi studenti».
Immediata la replica del direttore del nucleo regionale dell'Ansas, Alessandra Missana, che ha consentito ai ragazzi di prendere parte al convegno convinta che «la strada dell'ascolto possa essere utile per tutti. Ma l'incontro rappresenta un momento di riflessione di tipo operativo. Siamo qui non per dire che siamo le scuole migliori al mondo, bensì per garantire il nostro impegno. I dubbi e le riflessioni che scaturiranno da questa riunione saranno girati al ministero affinché possa farne tesoro e agire tenendone conto».
All'orizzonte sembrerebbe profilarsi il sereno. Almeno stando alle parole del consigliere del ministro dell'istruzione Max Bruschi. La novità migliore e più importante è che i tagli al mondo della scuola hanno riportato in positivo il bilancio del ministero e dall'anno scolastico 2012/2013 la situazione ritornerà alla normalità.
«Già il prossimo anno potremo presentarci al ministro dell'economia con le carte in regola – ha sottolineato Bruschi –. Il problema nacque tre anni fa, da un mancato taglio dell'allora ministro Fioroni di 560 milioni di euro e, per la clausola della salvaguardia dei conti, il ministero dell'economia ha operato un taglio orizzontale».
Fra le novità c'è anche la proposta di far valutare il risultato della formazione degli insegnanti dagli studenti. Non più dunque «fondi a pioggia per la formazione – ha proseguito il consigliere ministeriale Bruschi – ma verifica dell'apprendimento. Le risorse saranno assegnate in via preferenziale ai sistemi scolastici che perseguono la via dell'internazionalizzazione».
In altre parole, a chi crea competenze linguistiche certificate.
Michela Zanutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA