Nautica, ventidue aziende si consorziano

SAN GIORGIO. Ben ventidue imprese artigiane danno vita al progetto Ar.Co, che ha come obiettivo la costituzione di una filiera della nautica, un settore quello del diportismo, nel quale nella Bassa friulana sono attive 500 imprese artigiane che offrono molteplici servizi alle barche, a motore e vela (18 mila posti barca, 22 marine, 25 porti turistici e molte darsene). Lo strumento è, appunto, Ar.Co. (artigianato e commercio-turismo), un progetto che nasce da una intesa tra le associazioni di categoria e Italia Lavoro Spa, l'agenzia tecnica che opera su incarico del Ministero del Lavoro e che ha lo scopo di accrescere i livelli occupazionali nell'artigianato e nel turismo favorendo la valorizzazione e lo sviluppo dei territori coinvolti. Tra le attività previste dal progetto c'è anche il 'laboratorio della filiera nautica" per progettare e verificare la fattibilità di un'aggregazione tra imprese artigiane della nautica da diporto in sinergia con imprese dell'indotto, del turismo e con gli Enti e le realtà locali. All'iniziativa hanno subito aderito Confartigianato Udine, con Francesco Reboldi e la Cna con Gianfranco Borghello e 22 imprese artigiane. Il 90% di queste ha espresso interesse per la realizzazione di un'aggregazione, sottolineando nella misura del 73%, l'importanza di momenti aggregativi e di confronto.
Nettamente evidenziata, dal 56% degli intervistati, la necessità di avere strategie di marketing e servizi specialistici di settore, anche perché la stessa percentuale di imprese è convinta della qualità dei propri servizi e della necessità di saperla comunicare ai potenziali clienti. Il 46% di esse, inoltre, è convinta della validità di una promozione dei servizi alla nautica congiuntamente all'offerta turistica del territorio. La prossima fase del progetto, a cui i consulenti del laboratorio stanno già lavorando in sinergia con Cna e Confartigianato, è la realizzazione di alcuni check-up di gruppo affinché il ruolo delle aziende sia attivo e consapevole nell'analisi di ogni processo aziendale che sarà preso in considerazione. Alla fine dell'intervento le aziende riceveranno un report sui punti di forza e di debolezza delle proprie organizzazioni. La modalità dell'autovalutazione in piccoli gruppi permetterà ai referenti del Laboratorio, l'ingegner Ezio Paganin, del team management, e la dottoressa Monia Montechiarini di Project cycle manager, di creare un momento formativo e di autovalutazione, nonché di facilitare lo scambio di esperienze tra gli interessati per porre le basi per la costruzione del 'gruppo". Grazie al lavoro di studio e di condivisione di dati si elaborerà una prima bozza di progetto di sinergia tra imprese sul quale le stesse si confronteranno fino alla formulazione definitiva del progetto di aggregazione. 'Aggregarsi per far fronte all'aumento di competitività dei paesi dell'Est- spiegano Reboldi e Borghello-, anche se la qualità dei nostri servizi è superiore, le nostre imprese non riescono promozionarsi con i potenziali clienti dei Paesi esteri". ( f.a.)
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