La lady friulana del calcio mondiale

di GIAN PAOLO POLESINI L'italiano esportato in Australia, Africa, Canada, Americhe, Cina, può anche fingere di dimenticarsi della propria patria (a volte, conviene), ma non del campionato di calcio. Il signor Rossi che abita a Sydney o l'ingegner Bianchi trasferito a Pechino, il tifo se lo sono portato appresso. Problemi? Zero. Rossi e Bianchi fregano le distanze con una padella sul tetto di casa ottima per captare Rai Internazionale. La domenica - osservando i fusi orari - i due fanatici di balon, così come milioni di altri, si sparano la giornata completa: diretta gol, moviola, commenti. E, tra l'altro, si lucidano l'occhio con Francesca Calligaro, bionda, bella, friulana, signora e padrona de La giostra del gol, lo show pallonaro più visto al mondo. 'Ste ragazze (vedi D'Amico, Ferrari, Ventura) mettono nel sacco calciatori, allenatori, stilisti del 4-4-2. «Ci facciamo rispettare», dice Francesca. «È prassi che la donna non capisca un tubo di calcio. Non è così difficile entrare nelle dinamiche calcistiche, basta applicarsi e ascoltare molto da chi ne sa».
– Come siamo a strategie?

«Un qualcosa in più dell'abc basico. Diventa difficile intervistare Rivera, Pulici, Savoldi, Mazzola – giusto per citare qualche campionissimo del passato finito in studio – senza conoscere i fondamentali. Poi nessuno è coach. Quelli si fanno intervistare, non intervistano».
– Passione?
«C'era già ben prima di tuffarmi sui rettangoli verdi. Col tempo è aumentata. Ti fai acchiappare dalle situazioni, il nostro è un torneo incredibile, dicono il più bello in assoluto, e non a torto. Impossibile restare indifferenti».
– Il tuo curriculum spazia con agilità dalla laurea in economia al Proficiency in Inglese, dagli studi di comunicazione a Los Angeles al Cta di Milano. Ma tutto comincia con Rock cafésu Raidue...
«Televisivamente parlando sì, è stato un lancio di un certo prestigio. Non mi sono focalizzata soltanto sul mediatico, fotografia e sceneggiatura mi hanno portato a esplorare altre location intriganti».
– E i collegamenti domenicali con Quelli che il calcio?
«Una collaborazione Rai Internazionale-Raidue voluta dai piani alti di viale Mazzini. Dieci minuti utili a dare ai nostri connazionali sparsi per il globo un altro punto di vista».
– Lasciando perdere l'imparzialità professionale, quale squadra, quando segna, ti fa pulsare il cuore?
«Che domande, l'Udinese! Ho lasciato la città finito il liceo, ma Udine è sempre mia».
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