Pochi fondi, tagli alle telecamere

SAN VITO. Ci saranno meno luoghi del previsto, a essere vigilati dalla videosorveglianza comunale: causa una coperta di fondi che appare troppo corta, le telecamere non saranno apposte nei pressi del palazzetto dello sport, a Ligugnana, all'esterno della farmacia comunale e nel parcheggio del tennis club. In forse è anche il punto dell'incrocio di Fontanis. Siti che erano stati individuati prima dell'avvio della procedura di affidamento per la fornitura dei dispositivi: la lista delle 12 priorità stabilite dalla giunta terminava proprio con questi luoghi.
La gara terminerà oggi. Le telecamere saranno all'incirca 18, suddivise per otto-nove siti, dunque. Ma la 'bilancia" penderà decisamente dalla parte dell'ambito della piscina comunale (che comprende anche altre strutture sportive), in cui troverà spazio una decina di telecamere, come confermano il comandante della Polizia locale Achille Lezi e l'assessore alla Sicurezza Tiziano Centis. Gli altri siti saranno la galleria dell'auditorium, il parcheggio Pascatti e quello di via Dante Alighieri, l'incrocio di torre Scaramuccia, via Manfin (in particolare il piazzale di fronte alle Poste), il piazzale della stazione ferroviaria e via Amalteo (ma il dispositivo non sarà posizionato nella chiesa di San Lorenzo, come inizialmente ipotizzato).
Se rimarrà qualche soldo dalla gara, una telecamera sorveglierà anche l'incrocio di Fontanis. Per gli altri siti, al momento, non se ne fa nulla, così come per l'idea delle telecamere per sorvegliare gli accessi al Tagliamento, lanciata da Centis. L'idea di iniziare a coprire anche i centri delle frazioni, invece, era già stata accantonata da tempo. I fondi a disposizione sono 104 mila euro, Iva compresa, che non bastano per tutte le priorità: «La procedura di gara – spiega Lezi – è stata improntata sul fattore qualità. Il requisito fondamentale da soddisfare per l'utilizzo dei fondi regionali, d'altronde, è quello che gli impianti siano collegati alla centrale della Protezione civile, a Palmanova». Dunque, impianti di un certo costo. Le immagini giungeranno anche alla polizia locale e ai carabinieri». «Per il futuro speriamo riprendano i finanziamenti regionali per la sicurezza – aggiunge Centis –: i siti che rimangono fuori oggi saranno i primi a vedersi installata una telecamera. Resta da verificare se i futuri lavori per le pensiline dell'autostazione, o quelli in corso all'incrocio di Fontanis, possano comprendere anche delle telecamere, il che ci permetterebbe di avere a disposizione fondi in più per la videosorveglianza in due siti al momento esclusi».
Andrea Sartori
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