I nostri protagonisti all'estero alle giornate di villa Manin per aiutare il Friuli a crescere

Nuovi canali di export per le aziende friulane, che hanno trovato ottimi partner proprio grazie alla Conferenza dei protagonisti italiani nel mondo. Gli italiani, ma soprattutto i friulani che vivono all'estero e si sono affermati in tanti campi, dall'economia alla ricerca scientifica, hanno potuto prendere contatto con le istituzioni e le imprese della Piccola Patria per aprire nuove vie di collaborazione, non ultima quella per il commercio di prodotti locali. Ma la due giorni cominciata ieri a Villa Manin non sta servendo solo a questo scopo. È, infatti, anche l'occasione per conoscere e ascoltare le esperienze dirette degli italiani nel mondo e per capire cosa fare per dare un'immagine positiva del paese in terra straniera. Un'iniziativa fortemente voluta dal Ministro degli esteri Franco Frattini, che doveva essere presente all'evento, ma è stato trattenuto a Roma per i lavori del Consiglio del ministri.
Il ministro: «Siate protagoonisti». «Questi due giorni – ha scritto Frattini in una nota inviata ai congressisti - serviranno al Ministero e al sistema Italia per avere da voi una testimonianza diretta della vostra esperienza della nostra presenza all'estero, dell'immagine del Paese, e per rendere efficace e organica l'azione del sistema Italia». «Voi siete non solo imprenditori italiani all'estero – ha proseguito –, ma anche veri protagonisti, e tra voi ci sono tanti friulani». A Villa Manin è stato presentato anche un anno di vita del Winning Italy, il progetto di censimento degli italiani all'estero, che conta anche molte esperienze friulane. Tanto per fare un esempio, la storia dell'ingegnere con esperienze nel settore medico Mauro Ferrari, di Udine, che ha lavorato alla Nasa e al Pentagono e progetta le nanotecnologie per combattere i tumori. «Dobbiamo partire dalle esperienze molto apprezzate all'estero – ha spiegato Frattini –, ma non valorizzate allo stesso modo in Italia». Ed è quello che si sta facendo in questi due giorni a Villa Manin, sede scelta dal Ministro proprio perché «molto apprezzata nel mondo».
La visita in regione.

Gli imprenditori, circa un'ottantina di cui venti friulani, provenienti da 28 paesi esteri, hanno anche compiuto un tour in regione. «Li abbiamo portati in giro a vedere le nostre eccellenze – racconta il commissario speciale Villa Manin Enzo Cainero –: hanno preso contatti con le aziende del territorio, con cui hanno intrapreso rapporti di lavoro».
Tondo e la centralità del Fvg. Il Friuli Venezia Giulia è stato scelto come sede della conferenza, perché è terra di migrazione. Sparsi per il mondo ci sono, infatti, 400 circoli di corregionali all'estero. «Sono altrettante nostre piccole ambasciate nel mondo – ha detto ieri il presidente della regione Renzo Tondo, salutando i congressisti - che legano i nostri emigranti e i discendenti alle loro origini. Ma sono anche il segno di quella internazionalizzazione che il Friuli Venezia Giulia intende perseguire e che è riconosciuta dallo stato con la legge 19 del 1991 sulle aree di confine, che ci affida il compito di tenere i rapporti, anche con strumenti quali Informest e Finest, con l'Europa dell'Est».
Tondo ha anche ricordato agli ospiti come è stata superata la crisi sul territorio: «La Regione ha affrontato la crisi - ha sostenuto il presidente - contenendo il debito pubblico e sviluppando le infrastrutture per essere al centro della nuova Europa e per aiutare le imprese a essere competitive». Il tutto nell'ottica dell'internazionalizzazione. «Voi rappresentate un valore aggiunto: non solo in termini economici, ma anche morali. La mobilità delle persone che un tempo era una necessità, oggi è un valore».
Il network italiani nel mondo. Gli italiani e i friulani residenti in varie parti del mondo sono talmente tanti che ci vorrebbe una rete virtuale per unirli tutti: «Ogni presenza italiana nel mondo – ha detto il presidente della Commissione finanze del Senato, Mario Baldassarri – è un piccolo embrione di capacità e competenze con i suoi mercati e i suoi prodotti. Nonostante le nuove tecnologie, manca proprio una rete che connetta questi punti». Per questo il Ministero sta pensando a un progetto che unisca i 60 milioni di italiani nel mondo: «Obiettivo è quello di creare un network tra gli italiani che vivono all'estero e i vari paesi – racconta il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica – per generare nuove capacità di sviluppo, economico, di innovazione e di mercato, nonché relazionali. L'esempio della Pan. Alla conferenza dei protagonisti italiani nel mondo Le Frecce tricolori hanno recitato il ruolo di superstar. L'esperienza e i valori della Pattuglia acrobatica nazionale, che ha sede all'aeroporto di Rivolto, sono state, infatti, illustrate dal comandante, tenente colonnello Marco Lant, all'interno del gruppo di discussione dedicato allo spirito italiano nel mondo. Ma molti dei partecipanti alla conferenza hanno approfittato della presenza del comandante delle Frecce (in gergo «Pony zero») anche al di fuori dell'ufficialità, facendosi scattare foto ricordo al suo fianco e complimentandosi per le evoluzioni della pattuglia.
In cerca di un look. Purtroppo, però, l'immagine degli italiani all'estero non sempre è positiva, secondo i racconti di alcuni imprenditori, anche friulani che vivono in altri paesi del mondo: «Le colpe sono molteplici - ha detto Mantica –, ma è soprattutto colpa nostra: noi dobbiamo inserire la storia della migrazione italiana nei libri di testo. Dobbiamo integrarla nella nostra storia e non vergognarcene».
Ilaria Gianfagna
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