Iommi, ex calciatore, tra i big della maratona di New York

SACILE. Giovanni Iommi è tornato a colpire. Il forte podista della Livenza Viaggi Sacile ha vinto a Fidenza il 'Gazzetta run", circuito di dieci tappe organizzato dalla Gazzetta dello Sport, ed è stato invitato tra i big alla maratona di New York.
Il sacilese, ormai, è abituato alle vittorie, ma quella ottenuta nel circuito Gazzetta run ha un sapore del tutto speciale: la serie è come fosse la sorella minore della 'vera" corsa rosa, alias il Giro d'Italia di ciclismo. «Ho vinto grazie alla mia regolarità. Mai un successo, ma tanti piazzamenti: la condotta 'da ragioniere" premia sempre – commenta il runner –. Di sicuro è una splendida soddisfazione: la vittoria nella corsa della Gazzetta mi ha ripagato un'ulteriore volta dei molti sacrifici».
Già, i sacrifici sono all'ordine del giorno per Iommi. Per inserire la corsa nella sua agenda tra gli impegni 'istituzionali" – lavoro e fidanzata – è costretto a fare gli straordinari. «Sono direttore di un supermercato – spiega l'atleta 37enne –, perciò non posso prendermi permessi particolari. Così per potermi allenare mi alzo all'alba, e la sera torno a correre, spesso sottraendo del tempo a Katia, la mia compagna».
Ma questa 'privazione" non è stata motivo di frizioni nel rapporto, anzi, è un vero collante: anche Katia, quest'anno, ha deciso di indossare le scarpette da running. Ha cominciato a correre e, dopo mesi di allenamento, farà il debutto assieme a Giovanni alla maratona di New York, in programma il 7 novembre. «Mi seguiva alle gare e si è appassionata – dice Iommi –: sarà bello condividere questa esperienza insieme. Ma in gara le nostre strade si divideranno...».
Ci scherza su, il podista sacilese, ma non troppo: lui, alla 42,195 km della Grande Mela è stato invitato direttamente dall'organizzazione, e avrà il privilegio di correre con il pettorale personalizzato. Per un podista, un sogno che si realizza, il picco di un percorso iniziato nel 1998. Dal calcio – militava nella Sacilese, ha debuttato in Interregionale – al running. «Correre mi è sempre piaciuto – dice –, quando giocavo a calcio mi schieravano sulla fascia: 'polmoni" ne ho sempre avuti. Così mi sono dato al podismo. Inizialmente, alla domenica, partecipavo la mattina a una non competitiva e di pomeriggio giocavo a pallone. Ma così non potevo continuare: dovevo fare una scelta». Che ha avuto un momento preciso: «Avevo rimediato tre cartellini gialli – dice – e la settimana successiva alla partita dovevo correre una maratonina. Allora mi sono fatto ammonire, per poter partecipare. Lì ho capito che il mio destino era la corsa». Scelta azzeccata, col senno di poi. (a.ber.)
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