L'errore dell'Inpdap e il rimedio difficile

Il caso Sono un'insegnante in quiescenza dal 2001 e, con mia grande sorpresa, giovedì 16 settembre non ho trovato accreditato come al solito l'emolumento relativo a quel mese sul mio conto corrente bancario. Ho pensato subito a un disguido di poco conto, ma quando lunedì 20 settembre ho verificato che l'accreditamento in questione non era stato ancora effettuato mi sono recata nella sede Inpdap di via Prefettura a Udine dove sono venuta a sapere che un addetto (o addetta) di quegli uffici aveva erroneamente "dirottato" la mia pensione sul conto corrente bancario di un'altra pensionata residente a Basiliano. L'impiegata con cui ho parlato mi ha comunque garantito che entro 4 o 5 giorni sarei rientrata in... "possesso" dell'emolumento suddetto. Dopo aver lasciato trascorrere una settimana, lunedì 27 settembre ho telefonato alla succitata impiegata Inpdap che mi ha detto di non potermi assicurare la soluzione del caso nemmeno per la fine di quella settimana. Avendo manifestato un certo disappunto per l'ulteriore slittamento di data mi è stato risposto che quando si lavora si può sbagliare; un'affermazione a cui ho obiettato che quando si sbaglia occorre rimediare all'errore al più presto possibile, posto soprattutto che non pagava l'errore chi aveva sbagliato ma soltanto chi era stato penalizzato dallo sbaglio, cioè io. Lunedì 4 ottobre, poiché l'accreditamento non era stato ancora effettuato, mi sono recata di nuovo negli uffici Inpdap di Udine e ho detto alla dirigente con cui ho parlato che se fossi stata una pensionata con 500 euro il mese avrei avuto gravi problemi. La risposta alla mia osservazione è stata che non era il caso di pensare ai casi altrui, poiché io non ero in una situazione del genere! In tale occasione mi è stato pure comunicato che erano sorte complicazioni anche per l'accreditamento sul mio conto bancario della pensione di ottobre, per cui – bontà loro – avrei dovuto ritirarla presso la filiale di Basaldella di una banca di Basiliano. Tutto questo perché, nell'era del computer e della tanto sbandierata "semplificazione burocratica", il 20 settembre (data in cui l'Inpdap si era accorto, su mia segnalazione, dell'errore) non era più possibile effettuare la correzione per il mese successivo. Infine l'inevitabile ciliegina sulla torta: la pensione del 16 settembre mi è stata accreditata il 5 ottobre con "valuta"... 5 ottobre (e quindi con un ulteriore – seppur risibile – danno a me e vantaggio per...)
Maria Luisa Bassi
Udine