«Le autostrade siano più sicure»

«Se l'autostrada avesse avuto reti di protezione, Ermes Colautto non sarebbe caduto e non sarebbe morto». Lo afferma il presidente dell'associazione "La strada per amica", Sergio Cianti, il cui figlio, 12 anni fa, fu vittima di un incidente simile e che, grazie a una lunga battaglia sia mediatica sia legale, è riuscito a fare installare le reti nel punto in cui cadde Diego Cianti, a Firenze. Il presidente dell'associazione invita anche i familiari di Colautto a prendere contatto con lui (è attivo un sito internet www.unaretepernonmorire.org): «Non potremo alleviare il loro dolore, ma aiutarli ad avere giustizia, facendo installare le reti di protezione».
L'associazione è nata dall'esigenza di affrontare l'emergenza dell'incidentalità e della sicurezza stradale. Infatti nella sola Regione europea dell'Oms (che comprende 52 Paesi) sono circa 127 mila l'anno (di cui 6 mila 736 in Italia, secondo i dati Istat riferiti al 2002) le persone che perdono la vita a causa di incidenti stradali. Fra queste il 30 per cento circa sono giovani fra i 15 e i 29 anni. Senza dimenticare i milioni di famiglie (circa 4) toccate e segnate a propria volta dalla tragedia. A fronte di tali cifre, l'Ue ha lanciato il proprio monito affinché i Paesi comunitari si adoperino per ridurre l'incidentalità stradale del 50 per cento entro l'anno. «Come associazione – spiega Cianti – abbiamo ritenuto senza indugi di raccogliere la sfida per quella irrinunciabile prerogativa di salvare vite umane, fatta nostra dopo che la strage stradale è entrata prepotentemente nelle nostre case, sconvolgendo l'esistenza delle nostre famiglie».
Il presidente di "La strada per amica", appreso di quanto accaduto a Ermes Collauto (morto il 3 ottobre scorso dopo essere caduto dal cavalcavia dell'A28 a Sacile), si è rivolto al Messaggero Veneto: «Dodici anni fa mio figlio ha subito la stessa sorte. Con battaglie legali e mediatiche siamo riusciti ad obbligare Società Autostrade a installare reti di protezione sui viadotti, azzerando gli incidenti di questo genere. Analogo provvedimento è stato preso a seguito della morte di una seconda persona. L'auspicio è che anche in A28 vengano installate tali protezioni».
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