E adesso potrei anche ritirarmi...

dall'inviato ANTONIO SIMEOLI TORINO. Guarda i fogli con l'altimetria delle tappe friulane, poi alza le mani come a dire: più di così non possiamo fare. Enzo Cainero è seduto al tavolino di un bar fuori dal teatro Carignano. Sfila la crema del ciclismo italiano, in molti lo salutano e gli fanno i complimenti. Lui guarda i sindaci di Ovaro e Comeglians che lo hanno accompagnato, l'assessore De Anna e il tecnico che ha sistemato la strada del Crostis a tempo di record, Titta De Prato ed è un fiume in piena a pochi minuti dalla presentazione del Giro 2011. «E' un sogno che si avvera, avere te tappe in Friuli è una cosa straordinaria che premia il lavoro delle centinaia di volontari che fanno sì che la corsa rosa arrivi in Friuli».
E' stata un'operazione complicata. Momenti difficili?
«Tanti, ad un certo punto la Destra Tagliamento rischiava di essere tagliata fuori per questioni di chilometraggio delle tappe, ora invece sarà coinvolta in due frazioni dopo aver ospitato negli ultimi anni due partenze a Pordenone e un anno fa fatto scoprire la val d'Arzino».
E il Crostis?
«Proporlo era un rischio, per la strada da sistemare, per il rischio neve. Ebbene, una settimana fa lassù è caduta la neve, ma la strada è stata sistemata a tempo di record: sarà la sorpresa del Giro».
Da dietro spunta il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, che dà una pacca sulla spalla al manager e gli dice scherzando riferendosi allo Zoncolan: «Un'altra volta ci tocca salire lassù». Cainero continua: «Devo dire grazie ai vertici di Rcs, Zomegnan e Vegni, è soprattutto per loro che Giro arriverà in Friuli per il terzo anno di fila».
Qui tutti vi fanno i complimenti...
«Che vanno girati ai volontari, a tutti quelli che credono nel Giro come veicolo turistico. Ospitare la corsa rosa è un onore che ci carica di responsabilità. Qui con me ci sono due sindaci della Carnia: ebbene ci sono località dolomitiche che li invidiano perché da anni vorrebbero ospitare una tappa del Giro. A Ovaro la corsa invece ormai è di casa. Quest'anno, proprio per i 150 anni dell'Unità d'Italia, oltre 80 località avevano avanzato al loro candidatura, ne sono state scelte 36».
E l'efficienza dimostrata in Friuli le ha fatto guadagnare un altro incarico non semplice da portare a termine.
«E' vero. Rcs sa dei miei ottimi rapporti con gli alpini e mi ha chiesto di fare da tramite per risolvere alcuni problemi che il Giro ha per la concomitanza con l'adunata degli alpini di Torino. Sabato 7 maggio la cronosquadre arriverà qui in centro già invaso da migliaia di penne nere. Io dovrò mettere d'accordo questi due grandi eventi e chissà che non riesca per l'occasione a portare in Piemonte un altro simbolo del Friuli quali sono le Frecce Tricolori».
Chiuda gli occhi e si immagini mezz'ora dopo la fine del tappone dello Zoncolan...
«Mi piacerebbe aver appena sentito i complimenti di Rcs per l'organizzazione e allora vorrà dire che tutto sarà filato liscio. E mi piacerebbe aver letto un ordine d'arrivo con grandi nomi come quello di quest'anno».
Cainero tre tappe in Friuli quanto costeranno?
«Nemmeno mezzo milione di euro, il 60-70% di soldi pubblici, il resto da sponsor privati. Ritorno d'immagine? Inimmaginabile».
Difficile dal 2012 fare meglio...
«No. Ora potrei anche ritirarmi ma... Rcs mi ha già detto che prima o poi vuole una cronoscalata dello Zoncolan».
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