Gli nega il metadone, infermiera aggredita da un tossicodipendente

Un'infermiera del pronto soccorso è stata aggredita nella notte fra venerdì e sabato mentre era di turno al "triage" del reparto. Secondo quanto si è potuto apprendere, la donna avrebbe opposto un diniego alla richiesta di un giovane di ricevere del metadone (che, d'altro canto, viene distribuito soltanto al Sert). Per tutta risposta, il tossicodipendente l'ha malmenata. L'episodio è avvenuto verso le 3 del mattino. In quel momento, data l'ora, il pronto soccorso era poco frequentato, per cui sembra non vi siano stati testimoni diretti di quanto accaduto. Fatto sta che l'infermiera è corsa dal medico di turno per farsi curare. Secondo il suo racconto, il tossicodipendente avrebbe cercato di entrare nei locali del pronto soccorso: sentita la risposta negativa circa la sua richiesta di ottenere metadone, avrebbe reagito chiudendo un braccio dell'infermiera nella porta d'ingresso e procurandole quindi lesioni che sono state giudicate guaribili in pochi giorni.
Sul posto è stata chiamata una pattuglia della Polizia, mentre il giovane si è allontanato. Si tratta del terzo episodio di violenza nei confronti di altrettante infermiere del pronto soccorso avvenuto negli ultimi due mesi. A fine agosto un'operatrice era stata fatto oggetto di spintoni e insulti da parte del padre e dello zio di una bambina trasportata al San Giovanni di Dio. A questi ultimi l'infermiera aveva detto di attendere il loro turno per la visita della piccola, al che i due parenti, ritenendo che la situazione clinica della bambina (che presentava un trauma alla testa, senza peraltro che vi fosse stata perdita di coscienza) fosse stata sottovalutata, si erano scagliati contro la malcapitata infermiera.
Testimone del fatto era stata una collega che, a sua volta, ai primi di ottobre, è stata vittima di un episodio analogo. In quell'occasione l'operatrice era stata afferrata per un braccio e strattonata con tale veemenza da rendere necessario il ricorso alle cure dei medici del reparto di Ortopedia, dove gli era stata riscontrata una distorsione del polso giudicata guaribile in pochi giorni.
Autore dell'aggressione un immigrato tunisino ospite del Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) di Gradisca.
L'extracomunitario, mentre si trovava appunto nel centro gradiscano, aveva accusato un malore ed era stato trasferito in ambulanza (scortato da una macchina della Polizia) al San Giovanni. Una volta preso in cura dal personale medico aveva tentato di fuggire, trovandosi di fronte come primo "ostacolo" proprio l'infermiera. Della colluttazione che ne era nata aveva fatto le spese la donna, le cui urla avevano fatto scattare l'intervento dei poliziotti che avevano immobilizzato l'extracomunitario.
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