Sesto, Benetti scaccia i fantasmi Al Fiume non basta Della Negra se di fronte ha il Vivai Rauscedo

Il ritorno alla vittoria del Torre coincide con un allungo sulle inseguitrici. Nelle retrovie primo successo in campionato del Sesto/Bagnarola, mentre l'innesto di Della Negra nel Fiume/Bannia non impedisce la sconfitta.
Fiducia. Aveva visto i fantasmi, in settimana, mister Luciano Benetti. La dirigenza del Sesto/Bagnarola, dopo che il tecnico aveva ventilato la possibilità delle dimissioni al termine del match perso con il Latisana, gli aveva ribadito la fiducia. Un atto di coraggio subito premiato. Benetti ha caricato a molla i suoi che a Vallenoncello hanno dato vita a una prestazione superlativa. Su tutti ha svettato Andrea Lenardon: per l'ex giocatore del Valvasone, classe '90, assist e gol. L'ideale per scacciare le critiche e salvare la panchina del suo mentore.
Antidoto. La retroguardia del Vivai Rauscedo ha per Marco Della Negra l'effetto della kryptonite per Superman. Il bomber ha giocato solo uno spicchio del match che lo vedeva indossare per la prima volta la casacca neroverde del Fiume/Bannia, è verto, ma fatto sta che si è esaltata la solidità difensiva di Daniele Truant e compagni, seconda migliore difesa del girone. I granata sfruttano appieno il secondo turno casalingo consecutivo e balzano così al quarto posto, tornando a respirare dopo diversi mesi l'aria di alta classifica.
Punto di vista. Differente, per come Porcia e Caneva hanno accolto la divisione della posta in palio in questo turno. L'undici allenato da Tita Da Pieve, giunto in casa del Brian senza la difesa titolare, limita i danni in una trasferta molto insidiosa grazie alla rete realizzata nel finale dal sempre più convincente Norberto Carlos Borda. I pedemontani, al contrario, prolungano a Latisana l'astinenza dai tre punti giunta ormai a 5 turni: in vantaggio di due reti a dieci minuti dal termine, i biancazzurri si fanno rimontare e perderanno presumibilmente per qualche turno il capitano Thomas Teccolo, reo di aver detto qualche parola di troppo all'arbitro.
Alberto Ragogna
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