Senza Titolo

Moni Ovadia terrà domani
alle 18 nella sinagoga di via
Ascoli la sua orazione per
Carlo Michelstaedter di cui
fornirà un ritratto inedito,
quasi da icona pop Non una semplice citazione da La Persuasione e la Rettorica, la tesi di laurea mai discussa: Far di se stesso fiammaè, nella sua semplice ambiguità, una sorta di motto capace di alludere alle mille sfaccettature che caratterizzano la personalità, i rapporti e le aspirazioni di un qualsiasi ragazzo di ventitré anni anche - o forse soprattutto - quando questi si chiamava Carlo Michelstaedter. Curata da Sergio Campailla in collaborazione con Civita Tre Venezie, la mostra che la Fondazione Carigo dedica al giovane filosofo, poeta e artista goriziano nel centenario dalla morte intende racchiudere proprio nel titolo la complessità della sua figura richiamando a un tempo lo scoppiettante scintillio di una mente e una personalità poliedriche e piene di potenzialità che, però, sono arse a una velocità talmente rutilante da esaurirsi in breve tempo.
Presentata ieri mattina alla stampa, la mostra riecheggia anche nei colori dell'allestimento e del catalogo la luce e il sangue che hanno caratterizzato e condizionato la vita del giovane Carlo cercando di evitare il pericolo di una celebrazione da cui lui stesso sarebbe fuggito. Per centrare l'obiettivo la mostra eleva dunque a ruolo di coprotagonista la stessa Gorizia, una città che l'intellettuale ha illuminato con la propria opera e che ora, grazie a lui, è al centro degli interessi di studiosi e ricercatori pronti a confrontarsi con il Fondo Michelstaedter custodito nella Biblioteca statale isontina, partner della mostra assieme al Comune di Gorizia e all'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei. Attraverso un percorso espositivo un po' labirintico, vengono così illustrati i luoghi in cui si sono svolte l'infanzia e la prima giovinezza di Carlo, dallo Staatsgymnasium alla casa sita in Piazza Grande (l'attuale Piazza Vittoria), luoghi abitati da quei personaggi che lui stesso contribuisce a farci conoscere attraverso gli schizzi e le caricature vergati con rapidità e sorprendente efficacia sui suoi taccuini. Fra opere inedite e volti di recente e inedita identificazione troviamo lo sfortunato Gino Jona e la sorella, ma pure le foto dello zio imprenditore Giovanni Luzzatto, raggiunto a New York dal fratello di Carlo, Gino, la cui morte per suicidio è una delle dolorose e recenti rivelazioni della mostra.
Il vademecum del padre prima della partenza per Firenze ci accompagna nella seconda sezione, dedicata all'entusiasmante ma per certi versi sfibrante periodo trascorso nel capoluogo toscano, a contatto con le principali menti d'Italia e con una cricca di amici che il giovane goriziano non si stanca di fissare in schizzi che ritraggono anche Carducci, Benedetto Croce e un ancora sconosciuto Umberto Saba. I documenti della sua carriera scolastica si mescolano alle caricature pubblicate sulla rivista universitaria Gaudeamus Igiture alle immagini di Nadia B. e Jolanda De Blasi, le giovani a cui Carlo è stato legato da sentimenti profondi, ma contrastanti. Il ritorno a Gorizia, cui è dedicata la terza parte della mostra, suona ormai – per noi che conosciamo lo sviluppo finale della vicenda – come una sorta di conto alla rovescia verso un epilogo ineluttabile e a cui il poliedrico artista sembra accostarsi, per quanto possibile, con serena accettazione. Un'accettazione che proviene dalla consapevolezza di aver già consumato la parte più attiva ed entusiasta di sé, culminata nella stesura di articoli, poesie e di quella tesi i cui fogli rimangono cosparsi sul suo tavolo insanguinati.
La mostra, che si conclude con una selezione delle edizioni dei suoi scritti e degli studi dedicati a Michelstaedter, aprirà ufficialmente i battenti domenica mattina. Allestita come detto nella sede della Fondazione Carigo in via Carducci, potrà essere visitata (con ingresso gratuito) fino al 27 febbraio dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19.
Eliana Mogorovich
©RIPRODUZIONE RISERVATA