UDINE. Laffollata presentazione del libro
Calcutta ti uccido della giovane scrittrice e antropologa Erica Barbiani (Lab edizioni) ha come trasportato i presenti alla Libreria Moderna Udinese in un luogo non-esotico e lontano dai cliché. Introdotta dal professor Nicola Gasbarro lautrice racconta un viaggio che non va inteso soltanto come visita, ma come vera e propria esperienza di vita in cui la corporeità combatte con le sensazioni e la volontà di ricerca pone il lettore davanti a continui cambi di scena. Un libro difficilmente classificabile e che va oltre un aspetto edonistico e superficiale.
Una
Calcutta da uccidere, per poterla poi mangiare e poterne come assaporare lanima fatta di contraddizioni di colori e sensazioni differenti, in grado di arricchire e mettere in crisi locchio occidentale. Le caratteristiche della letteratura di viaggio vanno di pari passo con lo scontro delle complessità sociali in grado di scompaginare i colori con i quali si tenta di dipingere la nostra realtà. Una ricerca dellidentità nella complessità in un tentativo di catturare un oggetto sfuggente in ogni angolo. Un esercizio di ricerca interiore e soprattutto fisica in una realtà inclassificabile e lontana da ogni tentativo di semplificazione.
Una presentazione profonda e curiosa di un testo trasversale e complesso che pone la curiosità su un piano destinato ad approfondirsi. Lopera di Erica Barbiani è stato rilevato nasce da immagini documentaristiche che non impongono mai una spiegazione e che ci aiutano a capire quale potrebbe essere la chiave per decidere un viaggio che ci imponga unesperienza totale di corpo e mente in unalterità capace di svelare e nascondere la nostra identità.
Matteo Bellotto
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