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No agli Ogm, in arrivo la legge della Lega Si parte dal testo proposto da Coldiretti

Agricoltura TRIESTE. Entro la fine di ottobre, la Lega Nord del Friuli Venezia Giulia depositerà in Consiglio regionale una proposta di legge contro l’utilizzo degli Ogm in agricoltura. Lo ha annunciato ieri, a Trieste, l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Violino (Lega Nord).
«Le cose sono cambiate rispetto ad alcuni mesi fa, quando esisteva un’indicazione dell’Unione europea che doveva far recepire agli Stati membri e alle Regioni un piano di coesistenza tra Ogm e colture convenzionali – ha detto Violino –. Oggi c’è una raccomandazione di Bruxelles in cui si afferma che singoli Stati possono decidere se utilizzare o meno il transgenico».
«Questo – ha sottolineato l’assessore – è propedeutico alla successiva scelta: se è “no agli Ogm”, non serve piano di coesistenza, altrimenti bisogna redigerlo». «La prima cosa da capire, quindi, è come si vogliono muovere le altre Regioni e, nei prossimi mesi, d’accordo con gli altri assessori regionali, vedremo se utilizzare o meno il transgenico e di conseguenza provvedere al Piano». «Il primo passo, dunque – ha concluso Violino – è decidere se l’Italia e, quindi, le Regioni vogliono il transegico. Da qui la proposta di legge del Carroccio che porterà il tema in Consiglio regionale».
L’intenzione della Lega è quella elaborare il testo presentato da Coldiretti Fvg, il 12 aprile scorso, all’assessore regionale Claudio Violino a tutela della biodiversità e dell'agricoltura di qualità dagli Ogm. Legge condivisa da 55 associazioni ed enti del Fvg che hanno collaborato alla stesura.
Quella proposta di legge prevedeva 8 articoli e una relazione per dire no alle coltivazioni in campo aperto di piante Ogm, sì alla sperimentazione e alla ricerca in serra.
«Noi di Coldiretti non siamo contro la sperimentazione e la ricerca, che deve avvenire in serra – aveva spiegato la direttrice di Coldiretti, Elsa Bigai –, ma contro la coltivazione in campo aperto perché gli Ogm non risolvono un solo problema fra quelli che si propongono di risolvere: non la fame nel mondo (spesso i paesi dove si muore per fame sono i maggiori coltivatori di prodotti Ogm); non la difesa del territorio, dell’ambiente e soprattutto delle tipicità di cui il Fvg e l’Italia sono leader mondiale».
«Con questa legge si restituisce alla Regione il diritto-dovere di governare il territorio nella sua complessità anche attraverso le imprese agricole che sono la prima tutela del territorio, se poste nella condizione di farlo con prodotti di qualità, nel rispetto dell’ambiente. Questa proposta sposa lo slogan di Slow Food del cibo “buono, pulito e giusto”, uno slogan che non può che vedere alleati tutti i cittadini consumatori del Fvg e quindi anche dei politici». (r.d’a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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