Azzano Decimo, nel 2011 un impianto per il biogas

AZZANO DECIMO. Pannelli fotovoltaici per l'energia elettrica sui 2 mila 500 metri quadrati di copertura all'interno della Fattoria dei Principi di Porcia di Azzano Decimo e una centrale idroelettrica, a Porcia, utilizzando l'acqua del rio Buion per il fabbisogno della storica cantina ai piedi del castello di famiglia, destinata a passare in futuro dagli attuali 180 mila kw a 300 mila kw annui. Questo è ciò che già esiste. In arrivo, a breve, un mega impianto per la produzione di biogas generato dalla fermentazione di cereali in grado di alimentare un motore endotermico da 1 mw di potenza massima, che vedrà la luce ad aprile del prossimo anno all'interno della stessa Fattoria. Tutto sommato, come spiega il conte Guecello di Porcia, «la produzione di energia rinnovabile dell'azienda agricola Principi di Porcia consentirà il risparmio di circa 890 tonnellate di petrolio equivalenti e di 80 tonnellate di Co2 immesse nell'ambiente».
Sostenibilità ambientale, quindi, alla base della produttività agricola, per un'azienda dai nobili natali e che fin da prima del battage pubblicitario che oggi va tanto di moda ha fatto del metodo della rotazione delle colture il filo conduttore delle 800 vendemmie e degli altrettanti raccolti che caratterizzano la sua storia. «Su questo metodo si basa anche il progetto attualmente in fieri dell'impianto di biogas – conferma il conte Guecello – che per la produzione di calore ricorrerà esclusivamente ai cereali quali mais e triticale coltivati in terre di proprietà (600 ettari). L'impianto consentirà di immettere in rete 8 milioni 400 mila kw annui, pari al consumo di 2 mila 850 persone. La parte produttiva – prosegue – deriverà principalmente dai nostri secondi raccolti, mentre il primo raccolto servirà all'alimentazione animale o all'industria di trasformazione. Lo stesso digestato liquido e solido – aggiunge – verrà riutilizzato in azienda». A destare interesse è, in particolare, la possibilità di estendere i benefici al di fuori dei confini aziendali: «Parte del calore prodotto dal circuito del motore – conclude il conte – verrà utilizzato per riscaldare gli immobili della Fattoria e, grazie al teleriscaldamento, lo si potrà anche veicolare verso altre strutture abitative e non nelle vicinanze».
Milena Bidinost
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