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Il Pd attacca: Blarasin non ascolta i consigli delle forze politiche locali

GRADO. «In riferimento alle notizie redatte dalla stampa locale con cadenza quasi giornaliera, sull’attività istituzionale del nostro Commissario straordinario Blarasin, pare di scorgere propositi e gesta di un novello conquistatore del nostro territorio di Grado».
Il circolo gradese del Partito democratico, in una nota, continua: «Ricordiamo che subito dopo la nomina, il commissario ha convocato alcuni rappresentanti delle parti politiche locali per una consultazione sulle reali esigenze della cittadinanza.
Nel contempo era stato richiesto il loro consenso per iniziare subito i lavori per il parcheggio sotterraneo in piazza Carpaccio, in modo da renderlo fruibile entro l’inizio dell’estate 2011; il consenso preventivo era stato dato dai presenti seppur in attesa di definizione del piano finanziario (project financing, mutuo…)
Al giudizio positivo per il metodo democratico allora usato, corrisponde ora la forte perplessità per le altre iniziative avviate dal Commissario senza avere né chiesto né ricevuto alcun parere favorevole da parte delle rappresentanze politiche locali, ed in parte neanche dal decaduto Consiglio comunale; a riprova cioè, che si tratta di argomenti che necessitano di ulteriori approfondimenti e confronti.
Ci riferiamo all’approvazione della parte del piano triennale per le opere pubbliche, che riguarda la costruzione e la gestione del nuovo “Polo Termale”, alle cosiddette varianti “Zamparini”, “piano dei porti” e “alberghi”.
Sembra infatti che questi argomenti, oggetto di serrato dibattito tra le parti politiche, vedranno il via a breve, indipendentemente da quello che vuole la comunità, ma in ossequio, pare, soltanto a quella dell’imprenditoria interessata.
Occorre perciò capire – chiede la nota del Pd - se quanto emerge è frutto di fraintendimento da parte di chi è preposto al servizio di cronaca, oppure se tale modo di procedere caratterizzerà tutto il periodo fino alle prossime elezioni, e allora magari scopriremo che questo protagonismo era dettato dall’esigenza di opzionare futuri incarichi.
Riguardo l’Ospizio Marino non vanno dimenticate le prese di posizione del Commissario, che si porrebbe quale interlocutore unico nei confronti della Regione, della Provincia e dei commissari liquidatori, quasi prescindendo dall’offerta di collaborazione di tutte le forze politiche regionali, avocandosi il ruolo di gestore assoluto del territorio gradese.
Rammentiamo che il territorio gradese è dei gradesi e che comunque l’attività del Commissario, anche quella che gli consente la legge, manca di un requisito essenziale: il mandato popolare!
Prescinde inoltre dal fondamento che i gradesi hanno la possibilità, la capacità, il metodo e l’intelligenza per potere decidere da soli il proprio futuro; ed è quello che chiedono!».
Partito Democratico
Circolo di Grado

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