Meglio di Saba e di Pasolini (ex aequo)

di MARIO TURELLO Meglio di Umberto Saba, che nel 1946 si aggiudicò il premio Viareggio con il Canzoniere, ex aequocon Silvio Micheli. Meglio di Pier Paolo Pasolini, in lizza nel 1957 con Le ceneri di Gramsci, un altro ex aequocon Sandro Penna e Alberto Mondadori. Pierluigi Cappello, il terzo poeta del Friuli Venezia Giulia in campo al Viareggio, oltre mezzo secolo dopo Pasolini, ha fatto un en plein. A lui, infatti, l'81º premio Viareggio-Rèpaci per la poesia con Mandate a dire all'imperatore(Crocetti), impostosi su Superstiti(San Marco dei Giustiniani) di Michele Sovente. Al terzo della rosa finalista, il poeta Fernando Bandini, in concorso con Quattordici poesie, edito da L'Obliquo, è andato un ricoscimento alla carriera, il premio del Presidente. Lo ha decretato la giuria presieduta da Rosanna Bettarini. Per il genere narrativa vince Riportando tutto a casadi Nicola Lagioia edito da Einaudi, romanzo sulla Bari degli anni Ottanta. È invece un matematico, Michele Emmer, con Bolle di sapone. Tra arte e matematica, pubblicato da Bollati Boringhieri, a vincere il premio per la saggistica. Scrittore, giornalista e politico fra i più importanti del suo tempo, Mario Vargas Llosa è infine il vincitore del Premio internazionale Viareggio-Versilia: un artista a tutto tondo, capace di scrivere romanzi che sfiorano il sublime così come di impegnarsi in battaglie civili che assorbono gran parte delle sue energie (anche se lui si definisce uno schiavo volontario e felice della letteratura). Fine polemista, ama l'affondo paradossale e il resoconto vivace delle sue disavventure e delle sue idee. La cerimonia del conferimenti del Viareggio è fissata per stasera, alle 21.10, al teatro Eden della città versiliese.