Arta Terme
ARTA TERME. Pare oramai assodato che dietro i vari incendi nei fienili e stavoli di Cabia di Arta Terme ci sia una mano dolosa. Ieri mattina, verso le 6, Gina Myriam Leschiutta si è recata nel proprio stavolo, in località Seorz, nella zona est della frazione del centro termale, nei cui pressi si trovavano gli altri fabbricati che sono stati incendiati nei mesi scorsi, e ha trovato chiare indicazioni di principio dincendio sulla porta della stalla che si trova annessa alle ex scuole del paese. Malfattori, facendosi beffe delle ronde autonomamente costituite in particolar modo dagli agricoltori della zona che dallultimo episodio di qualche settimana fa vigilano tutta la notte sul paese, hanno accatastato davanti al fienile un cumulo di fieno al quale hanno cercato di dare fuoco. La massa di fieno, non ancora secca e bagnata dalla rugiada mattutina, non ha permesso però linnesco di un incendio che avrebbe potuto distruggere la stalla e attaccare le abitazioni site nei pressi. Ai richiami della donna sono accorsi in suo aiuto Tullio e Ivan Fior, padre e figlio, proprietari dellultima stalla andata distrutta da un rogo, che si ipotizza pure doloso. Ad avviare le indagini sono stati chiamati i carabinieri del comando di Tolmezzo. Nella zona, dove già quattro stalle sono state date in preda alle fiamme, rimangono ancora due stavoli, molto vicini alle abitazioni. La gente del posto teme che anche questi due possano essere lobiettivo dellignoto piromane che potrebbe, dando fuoco ai fabbricati rurali, causare anche lincendio delle abitazioni della frazione.
(g.g.)