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Auto blu

TRIESTE. Le auto blu – emblema per eccellenza della sfiducia che il Paese respira nei confronti della classe politica – fanno ancora discutere. In Consiglio regionale la giunta ha fornito i numeri dei veicoli a disposizione, mentre l’Italia dei Valori ha formalizzato la proposta per la riduzione delle stesse.
La conta. L’amministrazione regionale ha a disposizione 13 Audi 6. In un mese, la somma che la Regione spende per le auto usate dagli assessori è di 21.553 euro. Il dato è stato reso noto dall’assessore alle Finanze Sandra Savino, che ha risposto a un’interrogazione del consigliere Pd Franco Codega (Pd). «Alle Audi direttamente in uso alla Regione – ha sottolineato Savino – devono poi aggiungersi altre due auto destinate a esigenze di rappresentanza, un’Alfa Romeo 159 del costo di 30.707 euro e – ha concluso – una Mercedes Viano, mezzo speciale per soggetti diversamente abili, del costo di 60.000 euro».
La proposta. Come annunciato, il consigliere dipietrista Alessandro Corazza ha formalizzato ieri la sua idea per arrivare a una riduzione dei costi delle auto blu. La proposta è finita all’interno del Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione, all’esame della prima commissione, che ha rinviato a settembre il parere. L’idea dell’Italia dei Valori consiste nella modifica della norma che prevede l’assegnazione di due autisti di rappresentanza a disposizione del presidente della Regione e di un autista per ogni assessore. «Riscontrato che la cancellazione tout court delle auto blu non trova seguito, per dare un segnale di contenimento dei costi e per economizzare al meglio la gestione di uno strumento che troppo spesso viene abusato – ha spiegato Corazza – abbiamo formalizzato in Commissione una proposta affinché sia istituito un parco macchine a disposizione di tutta la Giunta, e che gli autisti vengano assegnati man mano che le esigenze di rappresentanza lo richiedano, permettendo così di ridurre i numero di auto e ottimizzare le risorse della Regione».
Il demanio. Mentre a Roma l’Agenzia del demanio ha ufficializzato la lunga lista di beni che gli enti locali potranno richiedere per la gestione diretta o l’alienazione (in Friuli Venezia Giulia sono 784 i cespiti a disposizione dei Comuni), la giunta regionale prosegue il percorso per il trasferimento di 35 ex caserme, che entro la fine dell’anno diventeranno patrimonio della Regione. La scadenza è stata annunciata dall’assessore alle Finanze Savino. Del numero complessivo, 28 sono già stati trasferiti, anche dalla Regione agli enti locali, mentre i restanti 7 sono in corso di trasferimento. Inoltre, l’assessore ha precisato che l’attuazione del decreto legislativo 273 del 2001 ha comportato il trasferimento dallo Stato alla Regione di circa 160 compendi dislocati uniformemente in 79 Comuni del territorio regionale. (b.p.)

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