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Immobiliarista evade 4 milioni di euro

di MANUELA BOSCHIAN

Risiede a Pasiano, gira su una vecchia Ford, conduce un’esistenza più che sobria, ma il suo conto in banca parla di un patrimonio immobiliare che conta circa 400 unità abitative intestate a se stesso, a familiari, a una società. Una cosiddetta “ricchezza non esibita”, così come alla Guardia di finanza risultano non esibiti redditi tali da aver determinato un’evasione fiscale pari a circa 4 milioni di euro. A finire nel mirino delle Fiamme gialle del comando provinciale e ad essere segnalato all’Agenzie delle entrate di Pordenone è B.B., pasianese di mezza età, del quale non sono state fornite le generalità complete in quanto non è al momento destinatario di alcun provvedimento giudiziario. Non è stato, infatti, denunciato in quanto il reato penale si configura se si supera una determinata soglia di evasione, in questo caso 100 mila euro. I 4 milioni di euro evasi non fanno dunque testo perché rappresentano il valore complessivo ottenuto dalla sommatoria dei redditi di diverse persone fisiche e di società ed è un importo ripartito in diversi anni.
Sottolineato questo, a far arrivare gli inquirenti a B.B. è stata l’incongruenza dei redditi dichiarati nel contesto della sua attività immobiliare rispetto al patrimonio in suo possesso. Approfonditi gli accertamenti, alla fine le Fiamme gialle hanno portato alla luce un’evasione fiscale pari a circa 4 milioni di euro. Una goccia nell’oceano, verrebbe da dire, in quanto, tra abitazioni e alberghi, il pasianese risulta proprietario di almeno 400 immobili sparsi tra Friuli e Veneto e solo un centinaio di questi venivano locati “in nero”.
E sebbene la rosa dei clienti ai quali gli immobili venivano affittati fosse la più disparata, la Guardia di finanza ha scoperto pure che, nella maggior parte dei casi, gli affittuari erano extracomunitari, ai quali le case venivano date in locazione non in base a un canone mensile, bensì per numero di occupanti. In soldoni, se in un appartamento andavano a vivere cinque extracomunitari, il proprietario chiedeva non uno, ma cinque “affitti”.
Oltre all’immobiliarista, al centro degli accertamenti figurano altri soggetti e una società costituita ad hoc, ai quali erano appunto intestate numerose unità immobiliari, risultate comunque gestite in modo unitario, ovvero dal solo pasianese. «Proprio tale ripartizione della proprietà degli immobili tra soggetti diversi è stata individuata come ulteriore meccanismo evasivo – si sottolinea in una nota –, a fianco alle locazioni del tutto “in nero”. Infatti, l’artificiosa ripartizione degli immobili ha consentito di dichiarare esclusivamente redditi da fabbricati, per altro con l’agevolazione della riduzione del 15 per cento e non, come emerso da accertamenti, un vero e proprio reddito d’impresa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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