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Cinghiali, gli agricoltori protestano

RAGOGNA. L’agricoltura della fascia pedemontana risente gravemente dell’azione devastatrice compiuta, ormai periodicamente, da branchi di cinghiali. Tanto da spingere un nutrito gruppo di agricoltori operanti a Ragogna a rivolgersi al sindaco per chiedere che si faccia interprete con gli enti superiori di queste problematiche sempre più pressanti. A dar voce alla richiesta sono stati, di recente, ben 42 agricoltori firmando una missiva indirizzata al primo cittadino, che non ha perso tempo. Impugnata carta e penna, Mirco Daffarra ha difatti scritto una lettera a Regione e Provincia, inviandola per conoscenza anche al distretto venatorio competente e alla locale riserva di caccia. «Da anni ormai – esordisce il sindaco – le coltivazioni degli agricoltori presenti sul territorio di Ragogna sono purtroppo interessate da notevoli danni causati da branchi di cinghiali. Già nel 2006 il nostro Comune aveva segnalato la problematica agli organi competenti al fine di mettere in atto le contromisure che si ritenevano più idonee per la salvaguardia delle coltivazioni agricole» ricorda Daffarra che conclude: «Siamo ora nuovamente a ribadire l’impellente necessità di porre in atto tutti gli interventi ritenuti idonei a mitigare e contenere l’effetto che i branchi di cinghiali causano sull’economia degli agricoltori del nostro territorio». Una richiesta che non molto tempo fa era stata avanzata anche dal primo cittadino di Forgaria, altro comune pesantemente colpito dalle incursioni dei cinghiali, che in questa zona rappresentano un problema la cui soluzione non può essere ulteriormente rimandata. (m.d.c.)