15 luglio 2010 —
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sezione: Attualità
ROMA. Si allarga lallarme rosso afa per le città italiane. Venerdì sono 19 i centri italiani, sui 27 monitorati, con il livello di allerta massima, soprattutto del centro nord. Intanto la situazione è già rovente in queste ore che precedono il picco previsto appunto, dalla Protezione civile, tra domani e sabato.
Nelle città si registrano situazioni limite come a Livorno dove unaula di Tribunale diventa terzo mondo messo a verbale da un giudice che fa mettere nero su bianco «lestrema difficoltà» di lavoro per lalta temperatura «alleviata solo da alcuni ventilatori acquistati a spese dei magistrati o del personale». Si suda anche in alta quota, pur se le temperature restano in linea con le estati 2008-2009: 6,4 gradi la temperatura più alta registrata alla Capanna Margherita, il rifugio più alto dEuropa che si trova sulla punta Gnifetti, a 4.554 metri di quota, sul massiccio del Monte Rosa.
Ecco la mappa dell'Italia che bolle. Ieri sei le città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Roma e Torino) in cui lallarme ha raggiunto il livello 3, cioè il massimo. Per oggi il numero delle città salirà a nove (Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste) mentre domani saranno 19 (Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) alle quali si aggiungono Napoli, Palermo e Pescara che si fermeranno a unallerta di livello 2, che significa comunque «temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio».
Se lItalia boccheggia, nel resto dEuropa non va meglio. Il caldo torrido ha investito anche tutta lEuropa centro-orientale, con temperature record e cittadini e infrastrutture spesso impreparati.
In Ungheria, nella capitale Budapest, dove il termometro ha raggiunto i 38 gradi, le autorità locali hanno ordinato la distribuzione di bottiglie di acqua minerale ai passanti e agli automobilisti nelle strade del centro infuocate. A distribuirle è la società di gestione delle acque su ordine del Comune.
Lorario di chiusura di spiagge lacustri e fluviali e bagni pubblici è stata rinviata di unora, fino alle 19, per consentire refrigerio alla gente. I bagnanti infatti rimangono fino allultimo minuto. Molti si rinfrescano nelle fontane della capitale e anche nel Danubio, malgrado il divieto di balneazione in vigore.
Temperature record e grandi disagi per i cittadini ma anche per i servizi di pronto soccorso, che non riescono a far fronte a tutte le richieste di aiuto sono segnalati questi giorni in tutti i paesi della Mitteleuropa, inclusa la verde Austria, dove a Vienna la temperatura è fissa da giorni sui 37-38 gradi.