ARCHIVIO Messaggero Veneto dal 2003

Italia rovente, domani allarme rosso in 19 città

ROMA. Si allarga l’allarme rosso afa per le città italiane. Venerdì sono 19 i centri italiani, sui 27 monitorati, con il livello di allerta massima, soprattutto del centro nord. Intanto la situazione è già rovente in queste ore che precedono il picco previsto appunto, dalla Protezione civile, tra domani e sabato.
Nelle città si registrano situazioni limite come a Livorno dove un’aula di Tribunale diventa “terzo mondo” messo a verbale da un giudice che fa mettere nero su bianco «l’estrema difficoltà» di lavoro per l’alta temperatura «alleviata solo da alcuni ventilatori acquistati a spese dei magistrati o del personale». Si suda anche in alta quota, pur se le temperature restano in linea con le estati 2008-2009: 6,4 gradi la temperatura più alta registrata alla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa che si trova sulla punta Gnifetti, a 4.554 metri di quota, sul massiccio del Monte Rosa.
Ecco la mappa dell'Italia che bolle. Ieri sei le città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Roma e Torino) in cui l’allarme ha raggiunto il “livello 3”, cioè il massimo. Per oggi il numero delle città salirà a nove (Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste) mentre domani saranno 19 (Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) alle quali si aggiungono Napoli, Palermo e Pescara che si fermeranno a un’allerta di “livello 2”, che significa comunque «temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio».
Se l’Italia boccheggia, nel resto d’Europa non va meglio. Il caldo torrido ha investito anche tutta l’Europa centro-orientale, con temperature record e cittadini e infrastrutture spesso impreparati.
In Ungheria, nella capitale Budapest, dove il termometro ha raggiunto i 38 gradi, le autorità locali hanno ordinato la distribuzione di bottiglie di acqua minerale ai passanti e agli automobilisti nelle strade del centro infuocate. A distribuirle è la società di gestione delle acque su ordine del Comune.
L’orario di chiusura di spiagge lacustri e fluviali e bagni pubblici è stata rinviata di un’ora, fino alle 19, per consentire refrigerio alla gente. I bagnanti infatti rimangono fino all’ultimo minuto. Molti si rinfrescano nelle fontane della capitale e anche nel Danubio, malgrado il divieto di balneazione in vigore.
Temperature record e grandi disagi per i cittadini – ma anche per i servizi di pronto soccorso, che non riescono a far fronte a tutte le richieste di aiuto – sono segnalati questi giorni in tutti i paesi della Mitteleuropa, inclusa la verde Austria, dove a Vienna la temperatura è fissa da giorni sui 37-38 gradi.

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • + Altri risultati