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Massimo e Tina sposi in Svezia con al seguito cuochi, cucine e menu rigorosamente friulano

Una bella avventura, quella in cui il friulano Massimo Pascotto ha coinvolto familiari e amici un paio di settimane fa. Nato a Pordenone 36 anni orsono, Massimo vive e lavora da cinque anni a Stoccolma in una compagnia aerea svedese, e proprio qui ha conosciuto Tina, il grande amore della sua vita. E così qualche mese fa è tornato a Pordenone per annunciare le imminenti nozze.
Alla commozione dei genitori sono tuttavia subentrati stupore e anche un po’ di apprensione allorché l’intraprendente giovane ha domandato proprio al padre Giorgio – appassionato di cucina tipica friulana, “cuoco creativo” di consumata esperienza e collaboratore abituale del ristorante “al Cenacolo” di Pordenone – di predisporre personalmente il menù nuziale per gli oltre cento invitati al lieto evento.
Apprensione e timore sì, anche perché l’audacia “logistica” del fantasioso Massimo non semplificava certo le cose, anzi: non solo la coppia ha deciso di convolare a giuste nozze in Svezia, ma anche di celebrare la cerimonia e allestire il pranzo nuziale addirittura nella romantica isola di Uto, piccolo gioiello pressoché disabitato dell’arcipelago di Stoccolma.
Giorgio, noto combattente da “mission impossible” enogastronomica, si è subito rimboccato le maniche. Ha convocato tempestivamente la fidata amica Alba, dipendente della prosciutteria di Pordenone Martin Dall’Ava, e ha avviato ricerche e spedizioni in loco di prodotti tipici locali. Ed è così che circa sette quintali di libagioni Friuli doc – tra salumi, formaggi, vini e quant’altro – hanno intrapreso la rotta del nord Europa a primavera.
Giunti a Stoccolma qualche giorno prima della data fatidica, Giorgio e Alba si sono tuffati senza rete nel massacrante tour de force culinario, trafficando tra pentole e fornelli di una piccola mensa scolastica – nelle vicinanze della chiesetta prescelta per la cerimonia – attrezzata per deliziare il palato dei 120 invitati sull’isola con prelibatezze d’ogni tipo rigorosamente nostrane.
Malgrado le inevitabili difficoltà e qualche piccolo intoppo, il pranzo di nozze “friulano” ha suscitato l’entusiasmo di tutti, italiani e svedesi, riscuotendo un enorme successo. Se ne parlerà a lungo, in Svezia, ma prevedibilmente anche altrove (considerata la composizione cosmopolita dei partecipanti). Una ghiotta occasione, insomma, per divulgare all’estero le leccornie della tavola e delle specialità tipiche friulane.
L’augurio di una lunga vita felice va ai novelli sposi da parte di mamma Carla, di papà Giorgio, degli ex colleghi della Croce Rossa e dei numerosi amici dell’oratorio Don Bosco di Pordenone. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai tanti amici pordenonesi. Che non solo hanno subito entusiasticamente accolto l’invito alla trasferta svedese e colonizzato in massa l’isoletta di Uto e i suoi deliziosi cottage caratteristici, ma che hanno sostenuto e incoraggiato gli chef nella loro un po’ folle ma trionfale impresa scandinava.

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