26 giugno 2010 —
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sezione: Pordenone
Una bella avventura, quella in cui il friulano Massimo Pascotto ha coinvolto familiari e amici un paio di settimane fa. Nato a Pordenone 36 anni orsono, Massimo vive e lavora da cinque anni a Stoccolma in una compagnia aerea svedese, e proprio qui ha conosciuto Tina, il grande amore della sua vita. E così qualche mese fa è tornato a Pordenone per annunciare le imminenti nozze.
Alla commozione dei genitori sono tuttavia subentrati stupore e anche un po di apprensione allorché lintraprendente giovane ha domandato proprio al padre Giorgio appassionato di cucina tipica friulana, cuoco creativo di consumata esperienza e collaboratore abituale del ristorante al Cenacolo di Pordenone di predisporre personalmente il menù nuziale per gli oltre cento invitati al lieto evento.
Apprensione e timore sì, anche perché laudacia logistica del fantasioso Massimo non semplificava certo le cose, anzi: non solo la coppia ha deciso di convolare a giuste nozze in Svezia, ma anche di celebrare la cerimonia e allestire il pranzo nuziale addirittura nella romantica isola di Uto, piccolo gioiello pressoché disabitato dellarcipelago di Stoccolma.
Giorgio, noto combattente da mission impossible enogastronomica, si è subito rimboccato le maniche. Ha convocato tempestivamente la fidata amica Alba, dipendente della prosciutteria di Pordenone Martin DallAva, e ha avviato ricerche e spedizioni in loco di prodotti tipici locali. Ed è così che circa sette quintali di libagioni Friuli doc tra salumi, formaggi, vini e quantaltro hanno intrapreso la rotta del nord Europa a primavera.
Giunti a Stoccolma qualche giorno prima della data fatidica, Giorgio e Alba si sono tuffati senza rete nel massacrante tour de force culinario, trafficando tra pentole e fornelli di una piccola mensa scolastica nelle vicinanze della chiesetta prescelta per la cerimonia attrezzata per deliziare il palato dei 120 invitati sullisola con prelibatezze dogni tipo rigorosamente nostrane.
Malgrado le inevitabili difficoltà e qualche piccolo intoppo, il pranzo di nozze friulano ha suscitato lentusiasmo di tutti, italiani e svedesi, riscuotendo un enorme successo. Se ne parlerà a lungo, in Svezia, ma prevedibilmente anche altrove (considerata la composizione cosmopolita dei partecipanti). Una ghiotta occasione, insomma, per divulgare allestero le leccornie della tavola e delle specialità tipiche friulane.
Laugurio di una lunga vita felice va ai novelli sposi da parte di mamma Carla, di papà Giorgio, degli ex colleghi della Croce Rossa e dei numerosi amici delloratorio Don Bosco di Pordenone. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai tanti amici pordenonesi. Che non solo hanno subito entusiasticamente accolto linvito alla trasferta svedese e colonizzato in massa lisoletta di Uto e i suoi deliziosi cottage caratteristici, ma che hanno sostenuto e incoraggiato gli chef nella loro un po folle ma trionfale impresa scandinava.