Convegno con Kosic Individuare strategie e percorsi innovativi che possano contribuire ad accrescere le conoscenze sulla sclerosi multipla, comprendendone meglio le cause ed individuando trattamenti sempre più efficaci per garantire a chi ne è affetto una migliore qualità della vita e, possibilmente, una cura. È una sfida che vede impegnati lassociazione e la Fondazione italiane sclerosi multipla, Aism e Fism. Il punto è stato fatto, ieri, al Gervasutta di Udine in occasione dellundicesima Settimana nazionale dedicata alla sclerosi multipla.
Le ricerche condotte dal professor Paolo Zamboni allAzienda ospedaliero-universitaria di Ferrara e dal dottor Fabrizio Salvi alluniversità di Bologna, rivelano che una malformazione nota come «insufficienza venosa cerebro-spinale cronica» potrebbe contribuire ai danni nel sistema nervoso centrale nella sclerosi multipla. Immediato il plauso dellassessore regionale Kosic per «uniniziativa - ha detto - che vede il mondo delle associazioni costruire progetti e percorsi assieme a medici e ricercatori; sostenere le istituzioni nel miglioramento dei servizi ai cittadini/pazienti; stimolare la condivisione di conoscenze e informazioni che possono alimentare fiducia e speranza nei malati». Detto questo, lassessore ha invitato «ad agire sempre con rigore e cautela, per non alimentare false speranze in chi è affetto da malattie gravi, perché la delusione è la peggiore risposta che si possa dare». Per Kosic è dunque significativo che la Settimana dedicata alla sclerosi multipla sia celebrata da malati, clinici e studiosi, rappresentanti delle associazioni e di quelle istituzioni «che in questa regione non hanno mai abbandonato nessuno, sanno garantire il diritto alla cura, alla riabilitazione, allassistenza domiciliare».
La sclerosi multipla è una grave malattia cronica del sistema nervoso centrale, imprevedibile ed invalidante. È una malattia multifattoriale, causata cioè sia da una predisposizione genetica, che da fattori ambientali (quali a esempio la maggiore o minore esposizione al sole) e dal contatto con certi tipi di virus. Colpisce prevalentemente i giovani tra i 20 e i 30 anni. Sono circa 60 mila in Italia e mille in Friuli Venezia Giulia le persone affette, con un considerevole costo sociale. Attualmente non se ne conosce una cura ma le terapie, garantite nella nostra regione negli ospedali dei quattro capoluoghi, riescono a ridurre la disabilità e a rallentare il decorso della malattia.
Al dibattito introdotto da Gabriella Sandri, del direttivo Aism di Trieste, hanno portato il loro contributo il sindaco, Furio Honsell, il direttore sanitario dell'Azienda sanitaria Medio Friuli, Danilo Spazzapan, il direttore generale dellAzienda sanitaria 2, Gianni Cortiula, e il direttore sanitario dellAzienda sanitaria 1, Adele Maggiore.