Un pesante sacrificio di 94.876 caduti

Il caso Nella rubrica 'Per posta e per e-mail" del Messaggero Veneto del 17 maggio scrive il signor Bruno Del Pozzo: «La liberazione d'Italia dal giogo nazifascista avvenne per opera delle armate alleate». Quindi cita, giustamente, i dati del generale Alexander dei sessantamila caduti alleati e conclude asserendo che il contributo dei partigiani italiani alla liberazione d'Italia «... fu un fenomeno quasi insignificante». Mi permetto di sottolineare l'inesattezza e la falsità di questa ultima affermazione, ricordando che la Resistenza italiana, non cosa da poco, fu militare, ma anche popolare. Voglio ricordare che all'ordine dei tedeschi alle Forze armate italiane di cedere le armi dopo l'8 settembre 1943 i reparti italiani in Cefalonia, Corfù, Lero, Coo, Rodi, Samo, Creta, in Corsica e, in Friuli, anche a Tarvisio risposero aprendo il fuoco contro le truppe del Reich e i loro collaborazionisti. Le stragi che seguirono a questo eroico comportamento costarono migliaia di trucidati e di deportati senza ritorno dai lager della Germania. Non dimentichiamo pure le grandi formazioni di soldati italiani che si unirono alle formazioni partigiane in Grecia, Albania, Jugoslavia, Cecoslovacchia e Francia, dando un grande contributo alla liberazione di quei Paesi facendo rifiorire la pace e l'amicizia con la gratitudine di quei popoli. In Patria il nuovo Esercito italiano risalì la Penisola a fianco degli Alleati, mentre i partigiani, dall'insurrezione di Napoli fino al Nord, combatterono meritandosi da parte dei Comandi alleati il plauso e il riconoscimento di 'Corpo Volontari della Libertà". Non è possibile descrivere con poche righe queste grandi pagine di storia patria che ci ricordano non soltanto successi militari, ma anche le sofferenze della popolazione, la crudeltà dei nazisti, le stragi delle rappresaglie compiute dalle SS, dalla Wehrmacht e dai collaborazionisti, le deportazioni nei lager della morte, le fucilazioni e le impiccagioni dei patrioti. Se gli Alleati ebbero 60.000 caduti, ai quali noi dobbiamo rispetto e riconoscenza, non sono da meno però i caduti della Resistenza italiana che si riassumono nelle seguenti cifre: partigiani combattenti civili e militari in Italia 54.776, partigiani militari combattenti all'estero 9.249, Forze armate con gli Alleati 5.927, militari deportati nei lager nazisti 1.478, civili deportati politici e razziali nei lager nazisti 23.446 Un pesante sacrificio di 94.876 caduti, riconosciuto dalle forze alleate e dal trattato di pace firmato a Parigi nel 1947, che permise all'Italia di non essere giudicata alla stregua della Germania nazista. Da ciò si desume che la storia debba essere rispettata appieno per non cadere in false interpretazioni.
Federico Vincenti
presidente dell'Anpi (associazione nazionale
partigiani d'Italia)
Udine