Bierhoff, il centravanti pescato in serie C che fece la fortuna di Pozzo e Zaccheroni

L'idea giusta fu di Giovanni Galeone che lo consigliò subito a Giampaolo Pozzo. Quel ragazzone di 191 centimetri e 90 chilogrammi di peso forma, visto con l'occhio dell'intenditore e affrontato nella doppia sfida contro l'Ascoli nel trionfale (per l'Udinese) campionato di serie B 1994/'95, convinse il "Gale" che quello era un attaccante da prendere. Fu così che Oliver Bierhoff entrò nella sfera d'interesse dell'Udinese, e pazienza se poi il centravanti sarà poi allenato da Zaccheroni e non dal mentore Galeone.
La storia si divertirà poi a consegnare di lì a poco all'Udinese un centravanti vero, una prima punta potente, forse la più forte avuta dai bianconeri nell'era Pozzo, e che seppe fare le fortune sia dei friulani e sia della Germania, firmando il golden-gol nella finale dei campionati Europei in Inghilterra nel 1996 contro la Repubblica Ceca.
E chi lo avrebbe mai detto primadel triennio d'oro con l'Udinese, suggellato da 57 gol messi in fila dal 1995 al '98? Forse nessuno, non di certo all'Inter che lo acquistò dall'Austria Salisburgo nel 1991 per poi lasciarlo andare all'Ascoli, dove Oliver segnò 48 gol in 117 presenze diventando in seguito l'unico giocatore straniero della storia a fregiarsi sia del titolo di capocannoniere di serie B che di quello di serie A. La storia però è bizzarra e prende la svolta giusta nell'estate del 1995.L'Ascoli retrocede in C e la terza serie è troppo per Bierhoff, sul punto di rientrare in Germania. L'Udinese è tempista e si fa avanti mettendo a segno un affarone acquistando il "tedescone" per una cifra ufficiosa che si aggira sui 2 miliardi di vecchie lire.Nell'affare è compreso anche il passaggio del primavera Molinari.
L'Udinese ancora non può saperlo, ma come si suol dire prende due piccioni con una fava pagando poco un attaccante che si dimostrerà una forza. Bierhoff segna di testa, di destro, si butta su tutti i palloni, ma ha anche la dote di partecipare al gioco della squadra. Alla fine della prima stagione ne mette dentro 17, poi scende a 13 in quella successiva, dove prende forma il tridente Poggi-Bierhoff- Amoroso. Non è un caso ma organizzazione se i tre si ripartiscono il bottino con Poggi e Bierhoff a quota 13 e Amoroso solo una tacca dietro. La terza e ultima annata Bierhoff firma pagine di storia, come l'1-0 allo scadere all'Inter. Alla fine della sua avventura friulana sarà capocannoniere con 27 centri e se ne andrà al Milan assieme a Zac per vincere il titolo di campione d'Italia l'anno successivo.
Stefano Martorano