Berlusconi: via i corrotti dalla vita politica

di GABRIELE RIZZARDI

ROMA. «Non è possibile che per colpa di pochi dobbiamo perdere voti. Chi sbaglia non può stare dentro un movimento politico». Preoccupato per la sicurezza personale - «Mi aspettano per farmi fuori» -, ma anche e soprattutto dai sondaggi che vedono il governo fortemente indebolito dall'inchiesta sulla Protezione civile, Berlusconi difende Bertolaso («è stato ingannato»). Fa quadrato intorno a Gianni Letta («merita il Quirinale») e, con un colpo a sorpresa, annuncia per oggi la presentazione di un disegno di legge che inasprisce le pene sulla corruzione. Tempi duri in arrivo non solo per gli amministratori pubblici corrotti, ma anche per i candidati alle elezioni regionali con qualche 'macchia"? Il premier assicura che «chi sbaglia non troverà posto nelle liste del Pdl» e annuncia una operazione pulizia nel partito: «Non voglio nessuno che sia compromesso».
La svolta 'giustizialista" del Cavaliere prende corpo a palazzo Grazioli, dove il premier anticipa le prossime mosse dell'esecutivo e difende Gianni Letta, uomo simbolo del governo del fare. «Sembra quasi che sia un peccato darsi da fare... Il dottor Letta - così lo chiama - non ascolti le voci messe in giro in queste settimane. La fiducia in lui è totale e per questo deve andare avanti contro l'inciviltà e la barbarie di chi vuole accostarlo alle inchieste sul G8».
Inchieste sulle quali sarebbe stato sollevato un «gran polverone». Tutta colpa delle intercettazioni pubblicate in questi giorni. «Sono solo fango. Rovinano la vita delle persone. Non è possibile che certe parole al telefono si trasformino in trascrizioni maliziose» si sfoga Berlusconi, che non perde occasione per sottolineare la necessità di giungere al più presto all'approvazione del contestato disegno di legge, ora all'esame del Senato, che prevede un giro di vite sulle intercettazioni.
Quanto alla corruzione, il Cavaliere non crede in una Tangentopoli-bis e offre la sua chiave di lettura: «Su cento persone non ci sono cento santi. Possono esserci due, tre o cinque birbanti o birbantelli. E' una questione statistica. Questo - precisa Berlusconi - vale in politica, nei sindacati, nel mondo delle imprese e in magistratura». Saranno anche «birbantelli», ma vanno comunque sbattuti fuori dai partiti.
Il governo interverrà oggi con un provvedimento che sarà portato all'esame del consiglio dei ministri. Il titolare della Giustizia, Angelino Alfano, in serata porta il testo del provvedimento a Berlusconi. Alla riunione partecipa anche Niccolò Ghedini. Cosa prevede il disegno di legge? «Lo scopo - spiega il guardasigilli - è sanzionare più pesantemente il disvalore sociale della corruzione».
Lapidario il commento di Pier Luigi Bersani: «Il decreto più efficace che Berlusconi potrebbe fare sarebbe rispettare la magistratura. Solo dal lavoro dei magistrati si capirà se sono dei birbantelli o no».
Corruzione, inchieste sugli appalti e candidature per le regionali sono stati gli argomenti al centro del pranzo di lavoro tra Berlusconi e Fini di ieri. I due hanno affrontato anche lo spinoso capitolo che riguarda i quotidiani attacchi del Giornale contro Fini. A proposito dell'inchiesta sugli appalti del G8, nel mirino di Feltri questa volta finisce il fratello del presidente della Camera, Massimo, che fa il medico.
La misura è colma e Gianfranco lo dice chiaro e tondo a Berlusconi. Nel pomeriggio il premier è costretto a prendere le distanze: «Il rispetto della vita privata per me è sacro. Mi dispiace di quanto il Giornale ha pubblicato a proposito del dottor Massimo Fini e me ne dissocio pubblicamente».