In pista due cordate per rilevare la Seleco

di ELENA DEL GIUDICE

La Seleco? Finita. Invece no. A sorpresa spuntano non uno ma due imprenditori intenzionati a rilevare marchi e, in parte, lavoratori per produrre... televisori. In pista due cordate, entrambe udinesi. La prima è quella capitanata da Kelen Calligaro, l'altra fa capo ad una società, al Real Asco spa, azionista di riferimento della quale sarebbe Franco Asquini, il commercialista udinese già presidente di Friulia e padre di Marco Asquini, l'imprenditore protagonista del tentativo di rilancio dell'azienda ex leader dell'elettronica civile italiana, tentativo, com'è noto, naufragato nel più recente fallimento. Delle due dichiarazioni di interesse solo una, al momento, è corredata da un piano industriale e occupazionale.
Svelate le carte ieri nel corso dell'incontro svoltosi nella sede della Regione a Pordenone tra i sindacati, Bruno Bazzo, Fiom, e Gianni Piccinin, Fim, la stessa Regione con il delegato dell'assessore Ciriani, il dottor Martina, Unindustria con Del Col, e Maurizio Cini, nella veste di amministratore di Sim2, 'alleato" nell'operazione di Calligaro, la Provincia con un funzionario, e l'imprenditore udinese Kelen Calligaro. Due le assenze: il curatore fallimentare Zani e il commissario straordinario della Seleco-Formenti Fimmanò. L'avvocato napoletano non è venuto a Pordenone perchè rimane in attesa di sviluppi concreti e di una comunicazione ufficiale da parte dei sindacati nella quale si informa dell'avvenuto accordo e dei relativi termini che andranno poi sottoposti al vaglio del comitato di sorveglianza. Nella sostanza: «Ditemi quel che state facendo, mettetevi d'accordo e io arriverò». L'informazione che il curatore fallimentare aveva inviato al commissario, nella quale si preannunciava una posizione non ostativa del sindacato ad un eventuale cessione a Calligaro, per Fimmanò non è stata sufficiente. Da qui l'incontro di ieri, convocato proprio per verificare se questo accordo fosse praticabile. Invece ecco il colpo di scena. Sia pure fisicamente assente, Zani era presente all'incontro con due lettere, una nella quale comunicava l'impossibilità a esserci, l'altra alla quale aveva allegato copia della dichiarazione di interesse della Real Asco, che è poi la società immobiliare proprietaria dell'edificio in cui la Seleco era insediata. Nel documento si dice che la Spa è interessata a partecipare alle trattative per l'acquisizione dei marchi e degli asset della ex Superfluo, ma non entra nello specifico sul piano occupazionale.
«Diciamo che lo scenario è un po' cambiato - è il commento di Gianni Piccinin, Fim Cisl -. Da una parte abbiamo un imprenditore che intende dichiaratamente continuare a produrre televisori, lo farebbe attraverso una nuova società già costituita (Selek technology) assumendo, in tre anni 20/24 dipendenti (sugli 86 in carico al fallimento), mentre altri 5 verrebbero assunti da Sim 2, con la volontà di far ripartire la produzione in luglio-agosto, di investire nel rifacimento delle linee. Dall'altra abbiamo un'altra proposta che, però, richiede un approfondimento».
Da parte di tutti c'è la volontà di accelerare e arrivare rapidamente ad un accordo. Da qui la richiesta del sindacato al curatore affinché organizzi entro martedì un incontro con la Real Asco, mentre nella stessa serata è già stato fissato un appuntamento con Calligaro. Insomma nell'arco di una decina di giorni le basi per ritentare l'avventura delle Tv a Pordenone potrebbero venire poggiate.
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