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«L’amianto più pericoloso già eliminato a Piedimonte»

L’amianto friabile, quello più pericoloso, è già stato eliminato nel 2007 dall’ex cotonificio di Piedimonte. Per quello restante, che si presenta sotto forma di copertura ed è meno insidioso, il Comune invierà un sollecito ai proprietari dell’area.
L’amministrazione ridimensiona il problema dell’amianto a Piedimonte, dopo l’esposto in Procura presentato dal consiglio circoscrizionale e dopo la segnalazione del Pd. A dimostrazione dell’impegno con cui il Comune si è sempre dedicato alla questione, è stato annunciato che in marzo è prevista la bonifica dell’ala municipale delle ex scuderie di via Barzellini, con un esborso di 190 mila euro.
Le azioni portate avanti dal Comune nel corso degli anni sono state ripercorse da Clara Sgubin, responsabile del settore ambiente e dei servizi gestionali, che ha fatto riferimento al censimento compiuto nel 1999 per pianificare gli interventi di bonifica. Inoltre, ha spiegato che il Comune non agisce soltanto sui propri beni e che per risolvere il problema della bonifica di aree di privati si procede per segnalazione, come fatto nel 2009 sette volte.
Alla luce di un sopralluogo nell’ex cotonificio, Andrea Bais dello stesso ufficio ha proseguito: «L’amianto friabile, quello più pericoloso perché le fibre si possono staccare, è stato eliminato, come attesta un documento dell’Azienda sanitaria del 18 maggio 2007. Quello presente nelle coperture è meno insidioso, a meno che qualcuno non ci salga sopra. Per quest’ultimo il Comune manderà un sollecito ai proprietari per la bonifica. Inoltre, saranno valutati tutti i possibili canali di finanziamento. Vista l’estensione dell’area in questione servirebbero comunque dai 300 ai 350 mila euro per la bonifica».
Il sindaco, Ettore Romoli, ha rimarcato che l’amianto nell’ex cotonificio non è una bomba a orologeria: «L’Ass dice che non c’è pericolo, quindi non bisogna allarmare la popolazione com’è stato fatto recentemente. Vorrei sottolineare che nell’ambito dell’attività di monitoraggio dell’amianto il Comune agisce non soltanto sulle sue proprietà, ma anche su segnalazione. Il problema sorge quando i privati non hanno i soldi per la bonifica o se sono falliti: per Piedimonte chiederemo fondi alla Regione, magari domandando alla Protezione civile; non intendiamo fermarci».
Un concetto ribadito dall’assessore comunale all’Ambiente, Francesco Del Sordi, che ribatte alle recenti accuse del consigliere comunale del Pd Ales Waltristch: «Non è vero che non abbiamo mai affrontato il problema, tanto che il 2 luglio abbiamo creato una commissione. Il fatto che Waltritsch non lo sapesse, non dipende da noi. Come Comune abbiamo tutta la nostra documentazione, che è consultabile. Mancano ancora dati per i quali abbiamo reiterato la richiesta. Mi sembra che si stia facendo cannibalismo politico, non bisogna fare allarmismo». (f.s.)