29 gennaio 2010 —
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sezione: Pordenone
Deposito di ulteriori osservazioni entro il primo marzo e udienza il primo aprile. Rinvio, dunque, per la vicenda che vede contrapposti Giorgio Fidenato, imprenditore e presidente degli Agricoltori federati, da un lato, fisco e Inps dallaltro, in unaula del tribunale di Pordenone. Il giudice Riccio Cobucci ha ascoltato i rappresentanti delle parti, ha chiesto unintegrazione alla documentazione già depositata, ha confermato la sospensione delle cartelle esattoriali, e ha indicato in aprile la data in cui assumerà una decisione che potrà essere, a questo punto, di due tipi: o riconoscerà la fondatezza del ricorso di Fidenato, rinviando il tutto alla Corte costituzionale, oppure riterrà la linea difensiva priva di fondamento e condannerà limprenditore a fare il sostituto dimposta.
«Al giudice - spiega Giorgio Fidenato alluscita dalludienza ai dimostranti del Movimento libertario che anche in questa occasione hanno presidiato il palazzo di giustizia per tributare solidarietà allimprenditore, insieme ai radicali (tra cui Stefano Santarossa) e allex ministro del Bilancio Pagliarini - abbiamo anche consegnato una tabella riassuntiva di tutti gli adempimenti che ogni titolare dimpresa deve svolgere per conto dello Stato, e del tempo e dei costi che queste funzioni richiedono allazienda. Noi non contestiamo il fatto che le tasse si devono pagare, ma contestiamo il modo in cui questo avviene».
«Lo Stato può chiederci di pagare le imposte - è lopinione dellex ministro Pagliarini - ma non può imporci di lavorare per lui, visto che la schiavitù è finita. Io spero - prosegue - che le persone inizino a ragionare, che è poi quel che sta facendo Fidenato con questa azione. Non si possono violare i diritti delle persone, che è quello che lo Stato sta facendo». Immagino che queste siano dichiarazioni da ex ministro del bilancio, ma non si sente responsabile almeno un po? Poteva fare qualcosa. «Ci o provato, non ci sono riuscito».
La battaglia di Fidenato, dunque, va avanti. Oggetto del contendere il ruolo da sostituto dimposta che lo Stato di fatto impone a tutti gli imprenditori chiedendo loro di trattenere imposte, tasse e contributi che poi verserà nelle casse dellerario e degli enti previdenziali. Fidenato da oltre un anno non svolge questo compito, consegna ai dipendenti tutto quanto è loro dovuto, compresa la quota di tasse ed oneri previdenziali, invitandoli a versarli autonomamente a Fisco e Inps. Gli enti si sono opposti e lo hanno citato, il procedimento è tuttora in corso.
(e.d.g.)
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