29 gennaio 2010 —
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sezione: Attualità
Termini Imerese
TERMINI IMERESE. Nervi sempre più tesi a Termini Imerese, dove per il secondo giorno consecutivo le linee di produzione nello stabilimento della Fiat sono rimaste ferme. Tra Fiat e sindacati ormai si è aperto un braccio di ferro, proprio alla vigilia della riunione a Roma con il ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola, per discutere del futuro del sito siciliano.
Il Lingotto va avanti con la sospensione delle attività di assemblaggio delle auto, decisione assunta due giorni fa per «motivi di sicurezza» dovuti alla presenza di 13 lavoratori della Delivery mail (ditta dellindotto alla quale non è stato rinnovato lappalto) da 9 giorni sopra il capannone per protestare contro i licenziamenti. Lazienda lamenta anche la carenza delle forniture, per via della manifestazione di martedì scorso delle mogli degli operai sul tetto, le quali hanno bloccato i tir davanti alla fabbrica.
Ma è proprio sui presunti blocchi ai cancelli che ieri la tensione è salita, con la polizia che ha dovuto mediare tra dirigenti e operai. Per lintera giornata gruppi di tute blu della Fiat e delle aziende dellindotto hanno stazionato davanti al sito industriale, con i camion posteggiati nel piazzale antistante. Secondo la Fiat, i lavoratori ieri mattina avrebbero impedito il transito ad alcuni tir, accuse contestate dai sindacati; la polizia a metà mattinata ha verificato che gli operai non erano in sciopero e non stavano attuando blocchi. Uno dei tir, da due giorni bloccato allinterno della fabbrica, intorno alle 13 è uscito dallo stabilimento, un altro camion in entrata è stato dirottato dallazienda in deposito, non essendo presente in azienda personale sufficiente per lo scarico della merce. Alcuni operai hanno riferito di avere ricevuto a casa una lettera dalla Fiat con la quale viene comunicata la sospensione dellattività, già formalizzata con telegramma alle autorità competenti martedì sera.