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Ammortizzatori sociali: novità buone e no

Previdenza di MICHELE DE CARLO Per gli ammortizzatori sociali l’anno che verrà sarà «diversamente complicato» rispetto all’anno appena concluso. È quanto ha riferito il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, senatore Maurizio Sacconi, che nel corso di una videoconferenza ha manifestato ottimismo per i primi segnali di ripresa dell’economia, ma anche preoccupazione per la stagnazione del livello di disoccupazione. Si sta passando da una fase che ha visto le imprese rallentare le attività produttive e ricorrere alla cassa integrazione a una seconda fase che vedrà le imprese attente a valutare se dovere ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, o direttamente alla mobilità. È il ricorso a questo strumento che preoccupa. Anche i segnali che giungono dal mondo imprenditoriale non sono favorevoli: sta aumentando la produttività, ma l’occupazione non da segnali di ripresa. Per questi motivi il prossimo anno l’Inps sarà chiamato a svolgere un ruolo ancora più impegnativo per garantire tempestività nell’erogazione dei sussidi e stessi diritti per tutti i lavoratori. «All’Inps spetta sempre più – ha aggiunto il ministro – il ruolo di Agenzia nazionale per la sicurezza e la protezione sociale: un ruolo centrale per gli uffici Inps, perché continuino ad adoperarsi per integrare le funzioni della filiera territoriale, tra pubblici amministratori regionali, aziende e organizzazioni sindacali, per assicurare i sussidi a sostegno del reddito». È proprio il dialogo fra Inps, la Regione e gli altri interlocutori che ha permesso in Friuli Venezia Giulia di sottoscrivere, primi in Italia, l’accordo sugli ammortizzatori in deroga per il prossimo anno. In attesa di conoscere l’entità degli stanziamenti centrali, per il 2010 sono stati confermati tutti gli interventi adottati quest’anno: sei mesi di mobilità e 1.038 ore di cassa integrazione in deroga per lavoratore. È stata firmata anche una convenzione Inps/Regione che garantirà un intervento integrativo per i lavoratori co.co.pro monocommittenti (rispetto a quello già previsto dalla normativa nazionale), e un assegno una tantum previsto per i co.co.pro pluricommittenti, lavoratori quest’ultimi esclusi da qualsiasi forma di intervento di sostegno al reddito. Notizie rassicuranti sono pervenute anche dalla Direzione centrale che ha reso note le modalità operative per erogare il sussidio di disoccupazione per i precari della scuola che non sono stati confermati per l’attività scolastica in corso. La circolare Inps nº 125 del 2009 ha chiarito che sono interessati i docenti e gli amministrativi, tecnici e ausiliari delle Istituzioni scolastiche già titolari di un contratto di supplenza annuale o sino al termine delle attività didattiche nell’anno scolastico 2008/2009, che non otterranno un analogo nuovo contratto nell’anno scolastico 2009/2010. È fondamentale che il lavoratore si rechi al Centro per l’impiego per rilasciare la disponibilità, avere due anni di anzianità assicurativa e un anno di contribuzione (52 contributi settimanali contro la disoccupazione). L’indennità è corrisposta per un massimo di 8 mesi, al lavoratore disoccupato con età inferiore ai 50 anni e di 12 mesi per il disoccupato ultracinquantenne. Anche per questa prestazione, la tempestività dei pagamenti potrà essere garantita solamente se ci sarà il coinvolgimento corretto e puntuale degli enti interessati: Istituzioni scolastiche, Miur, Centri per l’impiego e Inps.

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